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La Croce Rossa in guerra cambia look

Da: “Il Messaggero” di sabato 13 agosto 2005
Un rombo, figura slegata da ogni riferimento religioso, sostituirà lo storico emblema

La Croce Rossa cambia simbolo. Da anni se ne parla e, a quanto pare, dovremmo essere alle battute finali. I tempi e i modi della modifica saranno decisi nell’ambito della conferenza che avrà luogo a Ginevra in ottobre, durante la quale tutte le società, 181, che compongono la Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, sottoscriveranno questa decisione. Il nuovo simbolo che sostituirà la ben nota croce rossa e la mezzaluna rossa, quella dei paesi islamici, entrambe su fondo bianco, sarà un rombo, sempre rosso e sempre su fondo bianco, che sarà identificato con il nome di “cristallo rosso”. Ma perché questa scelta? Lo spiega lo stesso vicepresidente della Federazione internazionale, che ha sede a Ginevra, Massimo Barra, in questi giorni a Locarno per la presentazione del film-manifesto contro la guerra “Land mines – A love story” (Mine antiuomo, una storia d’amore), di Dennis O’Rourke, ambientato in Afghanistan: «Siamo arrivati alla conclusione che sia giusto creare un’ emblema che non sia legato a una corrente religiosa, ideologica e politica. In molte situazioni la Croce Rossa, che pure nasce come bandiera svizzera rovesciata (così come volle il suo fondatore, il ginevrino Henry Dunant, ndr) appare legata simbolicamente alla religione cristiana: si è arrivati anche a invitare a “compiere un attentato alla Croce Rossa”, come disse il Mullah Ornar che ne dava piena legittimità. «Per lui, infatti – continua Barra- era un contrassegno di un avamposto dell’Occidente imperialista cristiano anziché un movimento umanitario super partes. Per questo, il Comitato internazionale della Croce Rossa ha ritenuto più prudente girare con le macchine bianche piuttosto che con quelle con l’emblema, perché rischiava di diventare un bersaglio».

«Sembrerà strano – conclude – ma sono 50 anni che il Comitato internazionale riflette su questa problematica solo apparentemente secondaria, ma da cui in realtà può dipendere la vita o la morte delle persone». Il “cristallo”, emblema universale di neutralità, slegato da qualsiasi simbologia religiosa o ideologica, sarà usato in tempo di guerra, proprio per garantire agli operatori di lavorare con meno rischi possibili. In occasione di iniziative nazionali o di altro genere in tempi e in aree di pace si potrà continuare ad usare la croce rossa o la mezzaluna rossa. Chi resta fuori di questa iniziativa che unisce tutte, o quasi, le nazioni del mondo è Israele, paese che non fa parte della Federazione internazionale in quanto continua ad usare come simbolo la stella di Davide rossa e pare non abbia alcuna intenzione di uniformarsi a questo principio di unità internazionale. Le reazioni a questa svolta sono contrastanti. Per Giulio Andreotti si tratta di una » «stravaganza». Secondo il segretario nazionale dell’Unione delle Comunità Islamiche in Italia, Hamza Roberto Picardo, sarebbe giusto mantenere i simboli «della propria identità». Commenta Adel Smith, presidente dell’Unione Musulmani in Italia: «Credo sia una scelta giusta e corretta sostituirlo». Mentre Mario Scialoja, presidente della Lega musulmana mondiale in Italia sottolinea: «II simbolo della Croce Rossa non ha un significato religioso, né tanto meno assomiglia alla croce di Gesù».

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