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Irruzione dei precari C.R.I. alla cerimonia di Roma

Da: “L’Unità” di giovedì 29 dicembre 2005
“Questo governo spara anche sulla Croce Rossa”
Insediato il nuovo presidente Massimo Barra

«Questo governo spara anche sulla Croce Rossa». Quando dalla platea i precari alzano lo striscione, il ministro Storace, che ha appena preso la parola, ammutolisce. «Abbiamo il diritto di lavorare!», grida uno in mezzo agli invitati, le crocerossine e i generali dello Stato Maggiore, tutti raccolti nella sala grande di via Toscana per il passaggio di consegne tra l’ex commissario Maurizio Scelli e il nuovo presidente nazionale della Cri, Massimo Barra. Una cerimonia ufficiale interrotta dalla protesta dei precari della Croce Rossa, circa la metà dei 4mila dipendenti, che da gennaio rischiano di restare disoccupati perché in Finanziaria il governo non ha previsto la proroga dei loro contratti. «Per i nostri stipendi non servono neanche risorse statali perché per pagarli bastano i servizi che facciamo in convenzione con vari enti», si dispera Loredana Guidi, del coordinamento nazionale dei precari Cri. Gente che da oltre 10 anni, prima come Co.co.co e poi con contratti a tempo, lavora per la Croce Rossa al 118, nei pronto soccorso degli ospedali o all’estero. Ora, contro la minaccia di esser buttati fuori, si sono mobilitati in tutta Italia.

A Roma, un gruppetto staziona nella tenda montata a piazza Venezia dal giorno di Natale, mentre oggi, con una manifestazione nazionale arriveranno fino sotto Palazzo Chigi. E proprio per questa mattina, Francesco Storace ha promesso di portare in discussione al Consiglio dei Ministri un emendamento al decreto sulla pubblica amministrazione, per regolarizzare i precari. «Se la soluzione non si trova, utilizzeremo forme di lotta più incisive», commenta scettico Pietro Cocco, rappresentante sindacale della Cgil. Intanto il neopresidente Barra, il primo dopo tre anni di commissariamento, loda Scelli e snocciola le parole d’ordine della “nuova” Cri: autonomia dalle forze politiche, rispetto dei diritti umani e una presenza forte sul territorio, grazie a un’organizzazione su base regionale.

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