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HIV e sostanze: OMS, 1,6 mln infetti Europa Orientale e Asia

Da: “AGI” di venerdì 16 dicembre 2005

Hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 1,6 milioni nell’Europa Orientale e nell’Asia Orientale e di essi il 75% ha meno di trent’anni: nella sola Russia l’80% riguarda i tossicodipendenti.
Sono i dati del rapporto Oms e UnAids sulla diffusione delle infezioni da Hiv, relative ai paesi dell’Europa Orientale, con in testa l’ex mitica Urss, e dell’Asia Orientale oggetto del summit di oltre 20 società della Croce Rossa/Mezza Luna Rossa svoltosi oggi a Roma e dal quale è stato lanciato il messaggio “battere la cultura della droga”, come ha detto Massimo Barra, presidente della Cri. In Italia sono 120 mila i soggetti Hiv positivi. “Il messaggio che vogliamo lanciare alla Comunità Internazionale è un approccio umano al problema – ha spiegato Barra – conoscere per curare e non criminalizzare: la repressione non risolve una problematica che fa affrontata in termini di salute pubblica”.

E non a caso, “troppi governi – ha notato Barra – stanno ignorando il legame diretto tra lo scambio delle siringhe e la diffusione di malattie trasmesse per via sanguigna (Hiv-Aids ed Epatite C) e cosi si tradiscono i tossicodipendenti e le stesse comunità in cui vivono: ci troviamo davanti – ha aggiunto – ad una delle più imponenti epidemie di tutti i tempi”. Dunque, “lo scambio delle siringhe infette continua ad alimentare la nefasta trasmissione di uno dei virus – ha osservato Barra – più letali del mondo quando basterebbero misure semplici e poco costose come il profilattico – ha concluso – l’astinenza che resta il migliore modo ed infine la fedeltà al proprio partner”.

Battere, dunque, la ‘cultura della droga’ che mette assieme sostanze illegali (droghe leggere e pesanti: alcool, nicotina, cocaina, eroina, cannabis, ectasy) e legali (psicofarmaci) che vengono consumate per far tacere un malessere esistenziale. “La cultura della droga, impianta negli Usa ed esportata nei paesi industrializzati e non, è la più funzionale all’attuale visione del mondo competitiva, concorrenziale, sopraffattoria -spiega lo psichiatra e primario della clinica romana Villa Armonia Sandro Casini esperto di tossicodipendenze – che mette in secondo piano i valori di riferimento come le relazioni sociali ed i rapporti interumani, il rispetto dei diritti umani e la condivisione delle problematiche esistenziali: a prevalere è infatti la logica del potere e dell’egemonia, l’acquisizione di vantaggi a ogni costo”.

Insomma, una ‘cultura’ che “impedisce e nega ogni ricerca e approfondimento delle cause del malessere esistenziale -afferma Casini – per il cui rimedio propone il ricorso alle sostanze che spesso sono prese insieme per un effetto immediato e sintomatico ma transitorio”. Far tacere un malessere “che ha origini interne all’uomo, cioè psichiche – continua Casini – con le sostanze per raggiungere la felicità si traduce in un falso benessere”. Ed in questo contesto di uso delle droghe e diffusione dell’Hiv “emerge poi un messaggio inquietante – conclude casini – l’astinenza dal sesso, la pericolosità della sessualità quando la realizzazione umana sta proprio nel rapporto uomo-donna”.

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