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Giulio Andreotti: «Mi sembra un’idea peregrina, non è un simbolo di natura religiosa»

Da: “Il Gazzettino OnLine” di sabato 13 agosto 2005

Scompare la croce rossa su fondo bianco simbolo della Croce Rossa Internazionale, la più grande organizzazione di volontariato del mondo, che da un secolo e mezzo significa assistenza a chi soffre nei campi di battaglia come nei casi di calamità naturali? L’annuncio viene dal vicepresidente della Federazione della Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa , Massimo Barra , in occasione della presentazione al Festival di Locarno di un film sull’Afghanistan. Al posto della croce , probabibilmente un rombo o un “cristallo rosso”. «Siamo arrivati alla conclusione – afferma Barra – che sia giusto creare un’emblema non legato ad una corrente religiosa, ideologica e politica. In molte situazioni la Croce Rossa , che pure nasce come bandiera svizzera rovesciata, appare legata simbolicamente alla religione cristiana». La scelta è frutto delle tensioni del terrorismo internazionale. «Si è arrivati anche a dire “compiere un attentato alla Croce Rossa “, come disse il Mullah Omar che ne dava piena legittimità. Per lui è un contrassegno di un avamposto dell’Occidente imperialista cristiano. Per questo, il Comitato internazionale della Croce Rossa ha ritenuto più prudente girare con le macchine bianche, per non diventare un bersaglio».

La ratifica del nuovo simbolo spetta a tutte le società che hanno firmato la convenzione di Ginevra, perché la Croce Rossa non può decidere da sola. Il nuovo simbolo “protettivo” verrà usato in tempo di guerra, mentre per manifestazioni culturali si potrà continuare ad usare i vecchi simboli della Croce Roosa o della Mezzaluna Rossa. Alle obiezioni di perdita di significato dell’impegno di volontariato, Barra replica: «Nel mondo della comunicazione globale la Croce Rossa è importante non solo per quello che fa, ma anche per quello che dice. Un’organizzazione come questa, che si propone di aiutare l’umanità, deve apparire e la gente deve sapere che è uno dei pochi antidoti alla disperazione».

Numerose le reazioni alla notizia riguardante il simbolo adottato nell’agosto 1864, durante la prima Conferenza di Ginevra. L’emblema era privo di significato religioso e venne scelto invertendo i colori federali della bandiera svizzera. Fu nel 1876 che la Turchia, in guerra con la Russia, dichiarò improvvisamente che l’emblema con la croce rossa contrastava con le convinzioni religiose delle sue truppe e adottò come segno distintivo la mezzaluna rossa in campo bianco. Tale emblema venne in seguito adottato anche da numerosi paesi arabi.

Tra i commenti, Mario Scialoja, presidente della Lega Musulmana in Italia: «Il simbolo non ha un significato religioso, né tantomeno assomiglia alla croce di Gesù. Ma se il Comitato internazionale di Ginevrà ha deciso di cambiarlo, avrà i suoi motivi per farlo». Il senatore a vita Giulio Andreotti: «Mi sembra una stravaganza, un’idea peregrina. La Croce Rossa è un simbolo che non è legato ad alcuna posizione di tipo religioso». Naturalmente è invece favorevole Adel Smith, presidente dell’Unione Musulmani d’Italia.

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