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Droga: appello a governi, spezzare circuito siringhe-HIV

Da: “ANSA” di venerd√¨ 16 dicembre 2005
CROCE ROSSA E SENLIS COUNCIL, SERVE APPROCCIO PRAGMATICO

Troppi governi stanno ignorando il legame diretto tra lo scambio di siringhe e la diffusione di malattie trasmesse per via sanguigna come l’hiv/aids e l’epatite C: l’allarme e’ stato lanciato oggi da Massimo Barra, presidente della Commissione sviluppo della Federazione internazionale delle Societa’ di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e neopresidente della Croce Rossa Italiana, e da Emmanuel Reinert, direttore esecutivo di Senlis Council, think tank specializzato in politica internazionale sui narcotici. L’appello a un ”cambiamento rapido nell’atteggiamento verso i tossicodipendenti”, a un ”approccio pragmatico” per evitare un ”disastro sanitario internazionale” e’ giunto nel corso di un meeting di oltre venti societa’ della Croce Rossa dell’Europa orientale e dell’Asia centrale.

I livelli di infezione da Hiv, infatti, stanno rapidamente crescendo in Russia e nei Paesi dell’ex Urss: secondo l’Oms e il rapporto di Unaids, sono 1,6 milioni le persone infettate dal virus dell’hiv in Europa orientale e Asia centrale, e in Russia l’80% di tutte le infezioni registrate ha riguardato tossicodipendenti. ”Ci troviamo di fronte – ha spiegato Barra – a una delle piu’ imponenti epidemie di tutti i tempi; lo scambio di siringhe infette continua ad alimentare la trasmissione di uno dei virus piu’ letali del mondo”. ”Misure semplici e non costose come lo scambio pulito di siringhe – ha insistito il presidente della Cri – oltre a programmi di sostituzione, funzionano bene nel ridurre l’incidenza del legame tossicodipendenza-Hiv”. ”La resistenza all’evidenza scientifica – ha detto dal canto suo Reinert – sta osteggiando il progresso, semplici misure come la sostituzione delle siringhe potrebbero evitare una pandemia globale di Aids, ma queste politiche non sono implementate per motivi puramente ideologici. La nostra motivazione principale dovrebbe essere quella di ridurre la sofferenza e salvare vite”. ”Il nostro dovere – gli ha fatto eco Barra – e’ quello di aiutare le persone vulnerabili, a prescindere dalle circostanze e senza giudizio”.

Il Consiglio d’ Europa, ha reso noto Reinert, sta lavorando alla stesura di una Convenzione sulle misure di salute pubblica legate alle tossicodipendenze. L’Europa, ha spiegato, sta affrontando una crisi legata al consumo di eroina, aumentato anche grazie a una maggiore produzione, e quasi tutta l’eroina che inonda i mercati europei proviene dall’Afghanistan. La soluzione, e’ stato sottolineato, non puo’ essere semplicemente quella di distruggere le coltivazioni di oppio afghane, anche perche’ – come ha denunciato la rappresentante della Croce Rossa afghana – si tratta dell’unica coltura che cresce in quelle zone. ”Bisogna aiutare i coltivatori di oppio a sopravvivere” ha detto. La soluzione potrebbe essere in un progetto, che Senlis Council – fondata quattro anni fa da un gruppo di fondazioni a scopo umanitario – sta mettendo a punto per convertire la produzione di oppio afghano dall’eroina ai farmaci antidolorifici (morfina e codeina), di cui c’e’ un’enorme richiesta in tutto il mondo. In questo modo, si diminuirebbe la produzione di droga senza danneggiare i coltivatori afghani.

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