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Croce Rossa: Barra, su nuovo simbolo strumentalizzazione

Da: “ANSA” Roma, 13 agosto 2005
VICEPRESIDENTE FEDERAZIONE CRITICA ALCUNI QUOTIDIANI ROMA

La notizia della possibile introduzione di un terzo simbolo del Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa – il ‘cristallo rosso’ da utilizzare in caso di guerra – “è stata strumentalizzata. Non c’è alcuno scontro fra occidente ed islam, non c’è alcuna retrocessione del mondo cristiano rispetto a quello musulmano”. A fare la precisazione è Massimo Barra, vicepresidente della Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che già lo scorso giugno aveva annunciato l’ipotesi dell’introduzione del terzo simbolo che dovrebbe essere deliberato a fine ottobre della conferenza diplomatica. Barra parla di “rammarico per la strumentalizzazione” fatta oggi da alcuni quotidiani. “Le mie parole, dal Festival di Locarno – sottolinea – sono state fraintese.

Mi sono state attribuite affermazioni false e nessuno si è preoccupato di verificarne direttamente con me la veridicità”. Il vicepresidente della Federazione afferma che l’ipotesi del terzo simbolo non ha nulla a che vedere con lo scontro di civiltà: “semmai sono proprio i paesi islamici a ritenere non ancora maturo il momento di affidarsi ad un terzo simbolo”. Ma non solo: “II problema poi – aggiunge Barra – riguarda anche la mancata ammissione della stella di Davide rossa nel movimento internazionale. Il terzo protocollo della Convenzione di Ginevra risolverà una volta per tutte questa discriminazione”. Inoltre, “la questione non riguarda soltanto il movimento ma gli stati che hanno firmato la convenzione di Ginevra. E sul terzo simbolo c’è consenso generale”. Per Barra, “coloro che strumentalizzano la notizia come un retrocessione del mondo cristiano rispetto a quello musulmano confermano in qualche modo che la croce della Croce Rossa sia interpretata, erroneamente, come avente un significato religioso di parte. E’ invece interesse di tutti – conclude Barra – che in guerra i feriti siano protetti da un emblema su cui ci sia consenso universale”.

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