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Croce Rossa: Barra, noi non siamo pacifisti ma pacificatori

Da: “Adnkronos” Roma mercoledì 28 dicembre 2005
Insediato nuovo presidente, ‘Cri sia aperta ai giovani’

Una Croce Rossa Italiana “aperta ai giovani”, “fiera della sua ausiliarietà al servizio della Nazione”, “capillare sul territorio” e allo stesso tempo più aperta all’esterno e “più presente nel mondo”, “organizzata su base regionale” nel suo ruolo di “casa aperta, ospedale, in cui tutti gli italiani possano entrare liberamente”: questi gli obiettivi programmatici della Croce Rossa Italiana esposti dal nuovo presidente, Massimo Barra, insediatosi oggi nella carica in una cerimonia alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, del ministro della Salute Francesco Storace e del commissario straordinario uscente Maurizio Scelli.

“Noi non siamo pacifisti: se lo fossimo -ha sottolineato Barra- saremmo gente di parte. Noi siamo pacificatori, nel senso che l’ideologia della Croce Rossa è una ideologia della mediazione, dell’interposizione per il rispetto dei diritti umani”. L’organizzazione si rivolge “ai poveri, ai carcerati, ai drogati, alle persone che stanno per strada e non hanno speranza: noi vogliamo essere i loro difensori, l’avanguardia dello Stato anche dove lo Stato ha difficoltà ad avventurarsi”. Una “pecca” individuata dal nuovo presidente è l’esiguità dei fondi destinati alle attività fuori dai confini: “la quota parte del budget della Croce Rossa italiana per le attività all’estero è dello 0,2%. Un paese grande e importante come l’Italia deve potersi permettere una maggiore presenza, come Croce Rossa, in tutti i paesi del mondo”.

A questo proposito, Barra ha rimarcato il “contributo per la stabilizzazione dell’area del Mediterraneo” che la Croce Rossa potrà assicurare in futuro, Barra si è detto “personalmente grato al governo” per il “processo elettorale senza candidature preordinate” che lo ha portato al vertice della Cri. “Non era così scontato. Il popolo della Croce Rossa ha così potuto esprimersi senza condizionamenti”, ha aggiunto. E’ “importante che la Croce Rossa sia aperta ai giovani e noi -ha annunciato- intendiamo dare loro la possibilità di esprimersi”. La Cri di Massimo Barra non dovrà essere “un para-ministero.

Noi siamo gente che sta nella comunità, che si impegna in prima persona per risolvere i problemi” perché la Croce Rossa “è un ideale, uno stile di vita per tante migliaia di persone che ogni giorno si impegnano. E’ a loro che io dico il mio ‘grazie'”. Il commissario straordinario uscente, Maurizio Scelli, ha espresso il proprio “orgoglio per aver fatto parte di questa meravigliosa famiglia. L’obiettivo del commissariamento -ha osservato- era quello di rimettere nelle mani degli uomini e delle donne della Croce Rossa Italiana le sorti di questo meraviglioso sodalizio”. In questo senso, “nessuna scelta poteva essere migliore di Massimo Barra”.

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