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Cocaina, non solo Vip: il “viaggio” diventa di massa

Da: “L’Unità” di mercoledì 28 settembre 2005
Cancrini, Barra e De Facci: “E’ la sostanza consumata di più e ne fanno uso tutte le classi sociali”

Non solo vip. Dal rapinatore abituale alle persone bene integrate nella società. Un boom da vera emergenza. Anche perché “non ci sono supporti farmacologici per l’abuso da cocaina”, sottolineano Massimo Barra di Villa Maraini e Luigi Cancrini, psichiatra ed esperto sugli effetti sulle tossicomanie. «Non basta il metadone, per intenderci». Il boom della cocaina spaventa gli esperti più dell’eroina. Anche per altre ragioni: il fondo per le tossicodipendenze è scomparso grazie alla «creatività» di Tremonti (fatta eccezione per San Patrignano); nei Sert è in atto il blocco del turn-over; non esiste un nuovo dipartimento per la tossicodipendenza.

L’emergenza, insomma, avrebbe bisogno di percorsi e trattamenti tarati ad hoc sulla terapia da cocaina. Per quanto riguarda i numeri sul consumo della «polvere bianca» (vedi scheda a fondo pagina) nelle statistiche ufficiali rientra solo chi chiede aiuto ad un Sert o ad una comunità per un uso problematico o un abuso. «Un dato – sottolinea Riccardo De Facci della Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) – che non esprime la percezione del lavoro sul territorio. Che posso riassumere così: la cocaina è la sostanza primaria consumata ma anche la sostanza che tutti consumano». La Cnca è «preoccupata». Ma non tanto per l’«adulto con il denaro che ogni tanto si fa male», bensì per la diffusione della cocaina tra i giovani. Perché questo gran consumo di cocaina? «Oggi sul mercato c’è più cocaina che eroina e lo dimostrano anche i sequestri sulle partite di droga.

I vecchi tossici – spiega il professor Cancrini – usano lo “speedyball”, combinazione tra eroina e cocaina. C’è poi il filone tipo Calissano, persone di successo che arrivano a chiedere aiuto ai servizi solo per la cocaina e lo fanno solo quando succede un crack, affettivo o finanziario. Infine i giovani: qui però la droga cosiddetta pesante “gira” insieme all’ecstasy per la pura ricerca dello sballo. Non è una vera dipendenza». Ma perché proprio questa sostanza? Per De Facci, «la cocaina è la sostanza più congrua con i nostri ritmi di vita. Da gli effetti ricercati: alza il tono dell’umore e della prestazionalità e se viene assunta a piccole dosi ogni tanto non da dipendenza. Chi l’assume si sente più attivo e lucido. All’indomani non è distrutto, non viene “sgamato” come tossico. Viene percepita come poco dannosa e facilmente gestibile», a differenza dell’eroina (in forte calo) che è invece nell’immaginario collettivo associata alla morte, all’Hiv. Ma proprio perché è «meno tossicomanigena» dell’eroina può non porre limiti all’assuntore.

Il problema -secondo Barra – non è la sostanza ma l’individuo. Dipende dall’equilibrio precedente dell’assuntore, dal contesto, dalla pressione del gruppo sociale. Una persona che ne ha fatto un uso compatibile può “sbracare”. Nessuno può essere sicuro di gestirne il consumo». È un trend in ascesa. Negli anni Ottanta i prezzi erano di oltre 200mila lire al grammo. Oggi è meno inflazionata: 80 euro a grammo. Viene «fumata», sniffata e si sposa bene con tutte le altre sostanze stupefacenti o l’alcool. «Sono anni che dico che la cocaina dai salotti è scesa nelle strade – conclude Massimo Barra -. La nostra unità di strada ha raccolto un dato oggettivo di vendita: in un quartiere della capitale è prima con l’80%, l’eroina è ferma al 20%. Ed è un dramma. La cocaina da strada è meno controllabile: i tossici se la “sparano” in vena invece che per via nasale. E siccome la cocaina è una droga eccitante nel tossico porta all’abbuffata. Perché il flash del piacere non ha la stessa durata dell’eroina».

Cocaina: L’assunzione di cocaina coinvolge aree profonde del cervello che producono una sensazione di piacere. A breve termine si registra una contrazione dei vasi sanguigni, aumento della temperatura corporea e del ritmo cardiaco. L’uso continuativo conduce a stati di crescente agitazione e può portare a situazioni di paranoia psicotica e ad allucinazioni uditive.
Eroina: Uno degli effetti più nocivi è la forte dipendenza che causa cambiamenti neurochimici e molecolari nel cervello. Dopo l’immediata sensazione di piacere si avvertono vampate di calore, pesantezza delle articolazioni, prurito, nausea e vomito. Con l’uso prolungato le funzioni cardiache e respiratorie rallentano notevolmente e possono portare anche alla morte.

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