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C.R.I.: Barra, saremo ausiliari del governo ma superpartes

Da: “ANSA” domenica 11 dicembre 2005
NEOPRESIDENTE, NO A INTERVENTI UNILATERALI ALL’ESTERO

Un ente ”ausiliario” dei poteri pubblici e del governo ma ”autonomo e superpartes”. In procinto di essere eletto presidente della Croce Rossa Italiana, Massimo Barra, parla di quella che sara’ l’organizzazione che ha in attivo 300 mila volontari. Vuole che sia ”la piu’ grande e la piu’ importante d’Italia, un ponte fra il governo e la societa’ civile. Ausiliaria dei poteri pubblici ma autonoma e indipendente da questi”. ”Mi muove uno spirito di continuita’ con il passato þ annuncia – e tutto cio’ che e’ stato avviato si portera’ a termine”. Ma fra le righe, senza negare le polemiche nate sul ruolo della Cri in Iraq, Barra segna le differenze con la contestata gestione di Maurizio Scelli: ”Siamo orgogliosi del nostro ruolo di ausiliari del governo e in questa veste continueremo tutte le operazioni sanitarie militari”.

Nel concreto: ”la missione a Nassiriya fa parte del nostro compito, siamo ausiliari dell’esercito; la missione a Baghdad va invece concordata con il Movimento della Croce Rossa Internazionale”. A livello internazionale, ”non ci sara’ sottolinea þ alcun intervento unilaterale. Niente che vada contro l’etichetta e la prassi consolidata del Movimento. Faremo solo operazioni bilaterali o multilaterali. Siamo ausiliari del governo, il che non vuol dire dipendenti. Faremo quello che ci chiedera’ sapendo che il governo ha ratificato i principi fondamentali della Croce Rossa a Vienna nel 65 e non potra’ chiederci nulla in contrasto con questi principi” che rispettano l’indipendenza, l’imparzialita’, la neutralita’ delle singole societa’ della Croce Rossa. ”Faremo di tutto þ aggiunge il neopresidente þ per dare all’opinione pubblica l’idea di un’organizzazione superpartes, non coinvolta in nessuna parte sociale o partito politico. Gli italiani considerano la Cri come cosa loro e non come organismo partigiano”.

Barra riconosce un ruolo importante alla presenza dei volontari della Cri in Iraq. ”Li’ þ dice þ e’ stata fatta una grande operazione, e di questo dobbiamo essere grati a Scelli. Centomila persone hanno beneficiato del nostro lavoro, e’ stato un impegno di grande successo e ora l’ospedale di Baghdad, che abbiamo costruito e gestito, e’ nelle mani degli iracheni”. ”Ma basta parlar del passato – taglia corto Barra – pensiamo al futuro”. E guardando al futuro, il neopresidente vede un’associazione impegnata ”sulle nuove emergenze, dalla poverta’, alle tossicodipendenze, agli anziani”. Si profila anche una nuova politica internazionale: ”spingeremo la Cri a essere fortemente integrata nel contesto internazionale da cui ci siamo progressivamente allontanati. Voglio che la Cri faccia parte del contesto mondiale della Croce Rossa, che sia un punto di forza nel Movimento, non un handicap”. Finora invece, aggiunge ancora Barra, ”i nostri vertici hanno risentito della scarsa conoscenza e frequenza con Ginevra.

Le leadership degli ultimi 30 anni sono state nelle mani di persone, rispettabilissime, ma prive di back ground emozionale e conoscitivo della Croce Rossa internazionale. L’Italia e’ stata emarginata dal contesto internazionale, non ha partecipato ad alcuna decisione. Voglio che questo cambi e dia alla nostra Cri piu’ forza e potere”.

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