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Barra, neopresidente C.R.I.: “Ausiliari del governo e superpartes”

Da: “Il Tempo” di lunedì 12 dicembre 2005

UN ENTE «ausiliario» dei poteri pubblici e del governo ma «autonomo e superpartes». Il neoeletto presidente della Croce Rossa Italiana, Massimo Barra, ha parlato ieri sera di quella che sarà l’organizzazione che ha in attivo 300 mila volontari. Vuole che sia «la più grande e la più importante d’Italia, un ponte fra il governo e la società civile. Ausiliaria dei poteri pubblici ma autonoma e indipendente da questi». «Mi muove uno spirito di continuità con il passato – annuncia – e tutto ciò che è stato avviato si porterà a termine». Ma fra le righe, senza negare le polemiche nate sul ruolo della Cri in Iraq, Barra segna le differenze con la gestione di Maurizio Scelli: «Siamo orgogliosi del nostro ruolo di ausiliari del governo e in questa veste continueremo tutte le operazioni sanitarie militari». Nel concreto: «la missione a Nassiriya fa parte del nostro compito, siamo ausiliari dell’esercito; la missione a Baghdad va invece concordata con il Movimento della Croce Rossa Internazionale». A livello internazionale, «non ci sarà sottolinea alcun intervento unilaterale. Niente che vada, contro l’etichetta e la prassi consolidata del Movimento.

Faremo solo operazioni bilaterali o multilaterali. Siamo ausiliari del governo, il che non vuol dire dipendenti. Faremo quello che ci chiederà sapendo che il governo ha ratificato i principi fondamentali della Croce Rossa a Vienna nel 65 e non potrà, chiederci nulla in contrasto con questi principi» che rispettano l’indipendenza, l’imparzialità, la neutralità delle singole società della Croce Rossa. «Faremo di tutto aggiunge il neopresidente per dare all’opinione pubblica l’idea di un’organizzazione superpartes, non coinvolta in nessuna parte sociale o partito politico. Gli italiani considerano la Cri come cosa loro e non come organismo partigiano». Barra riconosce un ruolo importante alla presenza dei volontari della Cri in Iraq. «Lì dice è stata fatta una grande operazione, e di questo dobbiamo essere grati a Scelli.

Centomila persone hanno beneficiato del nostro lavoro, è stato un impegno di grande successo e ora l’ospedale di Baghdad, che abbiamo costruito e gestito, è nelle mani degli iracheni». «Ma basta parlar del passato taglia corto Barra pensiamo al futuro». E guardando al futuro, il neopresidente vede un’associazione impegnata «sulle nuove emergenze, dalla povertà, alle tossicodipendenze, agli anziani». Si profila anche una nuova politica internazionale: «spingeremo la Cri a essere fortemente integrata nel contesto internazionale da cui ci siamo progressivamente allontanati. Voglio che la Cri faccia parte del contesto mondiale della Croce Rossa, che sia un punto di forza nel Movimento, non un handicap». Finora invece, aggiunge ancora Barra, «i nostri vertici hanno risentito della scarsa conoscenza e frequenza con Ginevra.

Le leadership degli ultimi 30 anni sono state nelle mani di persone, rispettabilissime, ma prive di background emozionale e conoscitivo della Croce Rossa internazionale. L’Italia è stata emarginata dal contesto internazionale, non ha partecipato ad alcuna decisione. Voglio che questo cambi e dia alla nostra Cri più forza e potere». Nato a Roma nel 1947, Massimo Barra ha dimostrato sin dalla tenera età la sua passione per il volontariato diventando Volontario della Croce Rossa a soli 8 anni. La sua grande dedizione alla causa lo hanno portato a diventare pochi anni dopo vice presidente e successivamente presidente del Gruppo di Roma della Croce Rossa Italiana. Ha ricoperto la carica di Presidente Nazionale di. Pionieri della CRI per 8 anni e per 21 anni è stato Ispettore Nazionale dei Volontari del Soccorso, nonché Presidente Nazionale CRI per 5 anni.

È stato eletto dalla Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, dal 1974 al 1982 Presidente della Commissione Giovani, dal 1982 al 1990 Presidente della Commissione Sviluppo e dall’aprile del 2004 Vice-Presidente della Federazione di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, compiendo oltre 300 missioni che lo hanno portato in più di 80 Paesi. Oltre alla Croce Rossa, le sue attenzioni sono da tempo rivolte al problema della tossicodipendenza. È stato uno dei primi medici in Italia a prendersi cura dei tossicomani: fin dal 1974 al Centro delle Malattie Sociali del Comune di Roma e poi fondando nel 1976 Villa Maraini, comunità terapeutica per tossicomani, di cui è tutt’ora Direttore.

Primario della Clinica Madonna del Tufo dal 1986 al 2005, dal 1998 al 2003 Presidente di E.R.N.A., il network della Croce Rossa Europea sull’ Aids, nel 2003 membro del Board del Global Fund delle Nazioni Unite (GFATM), Barra è autore di centinaia tra pubblicazioni e articoli aventi come oggetto la Croce Rossa, la tossicomania, il Primo Soccorso e l’Aids.

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