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Barra: ecco la ‘nuova’ croce rossa italiana (col rombo)

Da: “il Velino diplomatico” Anno VIII – n. 72 del 15 dicembre 2005

“II mio obiettivo sarà recuperare al massimo le radici e la missione originaria della Croce rossa italiana: soccorrere le persone vulnerabili ovunque si trovino”. Lo ha affermato al Velino Massimo Barra, neopresidente della Cri. Barra è nell’organizzazione umanitaria da sempre (è iscritto dall’età di 8 anni) e ha passato la maggior parte della sua vita ad aiutare i tossicodipendenti (dal 1974), fondando anche la comunità di recupero “Villa Maraini” a Roma. “Per far ciò – ha proseguito il medico -, sono convinto sia fondamentale pensare all’organizzazione umanitaria italiana non come una singola entità, ma come una tessera di un grande mosaico che è la Federazione internazionale della Croce rossa. Solo così sarà possibile esaltare la caratteristica fondamentale di tutto il sistema, cioè il fatto di fungere da ponte di collegamento tra i governi e la società civile. In questo contesto chi giocherà un ruolo fondamentale saranno i ragazzi, il nostro futuro”.

La Cri punta molto sul volontariato giovanile e, a questo proposito, ha organizzato diverse iniziative tra cui un campo per gli juniores che si ripeterà ogni anno. Sul piano internazionale, la Croce rossa italiana ha in programma numerose azioni, tese da una parte ad affrontare diverse problematiche globali tra cui la droga; dall’altra, a rafforzare la coesione tra tutti i membri della federazione, sia delle Croce rossa sia della Mezzaluna rossa. “La nostra priorità è l’area mediterranea, scacchiere fondamentale per la pace nel mondo – ha spiegato Barra -. Nella zona ci sono diverse problematiche che contiamo di affrontare insieme agli altri Paesi dell’area”. Per quanto riguarda le tematiche specifiche, la Croce rossa italiana ha un rilevante know-how sulla questione droga. Di conseguenza la Cri ha organizzato diverse iniziative che le permetteranno di portare questo valore aggiunto nell’ambito della federazione. A breve ci sarà un meeting ad alto livello sulla salute pubblica e le politiche sulla droga al quale parteciperanno 23 presidenti di altrettante organizzazioni della federazione, compresi alcuni membri dall’est Europa, dall’Asia, dall’Afghanistan e dall’Iran”.

Non solo: “Proprio con Teheran nel 2006 comincerà un programma bilaterale per la riduzione del danno dalle droghe. Purtroppo le morti da overdose (da oppiacei, ndr) sono molto elevate in Iran. Per risolvere il problema, abbiamo impostato un’attività bilaterale che partirà l’anno prossimo”. Sulla questione del logo, Barra ha le idee chiare. “Chi dice che la Croce rossa va in pensione, sbaglia di grosso”. Se il ‘famoso’ rombo sarà approvato, sarà un simbolo addizionale. Non sostituirà la tradizionale croce. Il nuovo logo è stato deciso per rafforzare la federazione, non per altri scopi. Infatti l’abbinamento del nuovo simbolo (che peraltro sarà ufficializzato in queste ore) permetterà a Israele (che ha come simbolo la stella di David) di partecipare a pieno titolo alla federazione internazionale. Infine, per quanto riguarda l’ospedale di Baghdad, il presidente Barra ha concluso spiegando che “la struttura rimarrà aperta e vi lavorerà prevalentemente personale locale. Il nostro obiettivo in situazioni analoghe è aiutare quando c’è bisogno, per poi lasciare progressivamente la gestione a chi di competenza.

In questo caso alla Mezzaluna rossa. Quello che faremo è continuare, ma sempre in maniera coordinata con il governo iracheno e con l’organizzazione umanitaria, a inviare periodicamente esperti per tenere corsi di aggiornamento”.

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