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Barra: dati Ist. Negri realistici, coca peggio di eroina

Da: “Apcom” Milano, 4 agosto 2005
Fondatore di Villa Maraini: “la nuova sostanza proletaria”

La cocaina non è più appannaggio “dei salotti buoni, dei circoli dell’alta società, è la droga di tutti, dei proletari, dei coatti”. E soprattutto, sul mercato la ‘neve’ è “tanta, tanta, tanta”. Massimo Barra, vicepresidente della Croce Rossa Internazionale e fondatore di Villa Maraini a Roma, una delle prime fondazioni ad occuparsi in Italia di assistenza ai tossicodipendenti, prova più paura nei confronti del fenomeno cocaina che non per l’eroina. ” una droga potenzialmente più criminogena dell’eroina”, dichiara ad Apcom. Distinguendo tra chi delinque per procurarsi i soldi per la droga e chi si droga per commettere reati, mentre l’eroina è una droga associata al primo tipo di fenomeno, la cocaina è – secondo Barra – potenzialmente associata al secondo.

Il consumo di cocaina, secondo l’esperienza di Barra, è cresciuto visibilmente. Villa Maraini da anni ha un osservatorio mobile nella zona di Torbella Monaca a Roma, da cui ogni giorno passano un centinaio di tossicomani. “Ormai ogni giorni incontriamo più cocainomani che eroinomani”. Ma il consumo è cresciuto a ogni livello e non solo per il numero di tossicodipendenze: “Io distinguo tra diverse abitudini relative alle droghe: si può parlare di semplice uso (occasionale), di abuso, di dipendenza e di mania. Per quanto riguarda la cocaina in ognuna di queste categorie, i numeri crescono. Ecco perché – afferma il fondatore di Villa Maraini – i numeri forniti dal Mario Negri mi sembrano realistici”. L’Istituto Mario Negri di Milano ha infatti anticipato la sintesi di una ricerca in cui emerge che il consumo di cocaina (almeno nell’area di riferimento della ricerca, quella del bacino del fiume Po) è estremamente più elevato di quanto si pensasse.

Del resto, “il problema è stato affrontato con grave ritardo”, afferma Barra che spiega: “Per la ‘neve’ mancano persino terapie farmacologiche in grado di contrastare le dipendenze. Gli eroinomani so come trattarli, i cocainomani no”. La risposta per contrastare il consumo dell’alcaloide della coca non sta, come per le altre sostanze stupefacenti, nella repressione: ” noto da ricerche conosciute anche dall’Onu – ricorda Barra – che a livello mondiale la repressione serve ad eliminare non più del 10% del mercato mondiale di sostanze. La soluzione sta semmai nell’educazione. E non nel dire ‘la droga fa male, non drogarti’, un atteggiamento che serve solamente a rafforzare le convinzioni di chi non ne farebbe comunque uso ma che non scoraggia nessuno dall’avvicinarsi al consumo. Parlo di educazione a tutto campo: bisogna riuscire a fare in modo che la gente viva bene nella propria pelle, agevolando tutto ciò che è alternativa alla droga: stare impegnati, credere in quello che si fa. Il resto sono pii propositi”.

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