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“Assurdo usare la Croce Rossa per istigare odio”

Da: “L’Unità” di domenica 14 agosto 2005
Il vicepresidente Massimo Barra risponde alle polemiche sul cambio del simbolo: “Su una soluzione che riguarda la vita e la morte di tante persone nel mondo c’è poco da scherzare”

Mi dispiace che la mia intervista sia stata strumentalizzata dai titoli e dai commenti di alcuni giornali come parte, chiaramente, di una campagna di istigazione all’intolleranza e all’odio interreligioso e interculturale. Tra l’altro quanti ritengono e assumono la Croce Rossa come un veicolo di un simbolo cristiano anziché il semplice e storico inverso della bandiera svizzera, indirettamente avallano e giustificano – pur senza rendersene conto – chi, in Iraq, ha fatto saltare in aria la sede del Comitato Internazionale Croce Rossa uccidendo varie persone: proprio perché ritenu¬to un’organizzazione caritatevole cristiana e occidentale». Mas¬simo Barra, vicepresidente della Federazione: delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, risponde così a Libero e ad altri giornali che hanno attacca¬to l’ipotesi dell’utilizzo di un nuovo emblema protettivo, da preferire in casi di guerra (si tratterebbe di un cristallo rosso al posto della celebre croce ros-sa).

«11 problema dell’emblema – aggiunge Barra – non ha niente a che vedere con il confronto tra Islam e Cristianesimo. Semmai coinvolge Israele, che non ha adottato né la croce né la mezzaluna ma la stella di David rossa e che più volte ha chiesto di essere ammessa alla Croce Rossa Internazionale ma non è stata accettata perché il simbolo è stato ritenuto troppo legato alla religione ebraica. Si è venuta a creare, in effetti, una discriminazione oggettiva nei confronti di Israele ed un vulnus contrario al principio fondamentale di universalità del movimento. Questa discriminazione, tra l’altro, ha irritato molto la Croce Rossa americana, legata alla Stella di David rossa israeliana: cosi da 3 anni si rifiuta di pagare la sua quota alla Federazione e non pagherà fino a quando il problema non sarà risolto».

Sui quotidiani del 13 agosto alcuni rappresentanti delle comunità islamiche si sono dichiarati contrari alla vostra iniziativa… «E infatti sono proprio i Paesi islamici a non ritenere ancora maturi i tempi per convocare la conferenza internazionale diplo¬matica che dovrebbe adottare il cristallo rosso, mentre c’è pieno consenso tra tutti i governi occidentali tra cui il governo italiano che sì sta particolarmente adoperando in tal senso. Il fatto è che anche l’altro principio, accettato da tutti i governi del mondo che hanno una Società di Croce rossa o di Mezzaluna Rossa, quello di neutralità, viene ad essere purtroppo vanificato se non si riuscisse a trovare un emblema che nemmeno neh” immaginario collettivo facesse riferimento ad una o ad un’altra corrente religiosa, politica o ideologica. Il terzo protocollo risolverà una volta per tutte questo problema».

E i vecchi emblemi ? «Rimarranno tutti ma, in caso di guerra, si potrà usare il nuovo emblema come segno di incontestabile protezione di tutto ciò che Secondo le convenzioni di Ginevra non è lecito attaccare: feriti, ospedali, ambulanze, mezzi di soccorso… Mi pare che su questa soluzione che attiene alla vita e alla morte di tante persone nel mondo ci sia poco da fare gli spiritosi. Se poi c’è qualcuno che ha delle soluzioni migliori, si faccia avanti, il movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ne ha discusso. E, dopo migliaia di incontri in tutto il mondo, la proposta del terzo protocollo è quella che ha raggiunto la quasi univocità dei consensi». A Libero, quindi che ha scritto «la Croce Rossa si amputa per non offendere Allah», che cosa risponde? «Proprio non capisco di cosa stiano parlando…

Di Pietro direbbe “non ci azzecca niente”». Cambiarne argomento: come mai il commissario Scelli dopo aver dichiarato di lasciare la Croce Rossa Italiana è ancor al suo posto? «Scelli ha il merito di aver convocato le elezioni per le cariche della Croce Rossa Italiana a tutti i livelli. Il governo ha ritenuto di far gestire da lui il periodo elettorale che andrà tra settem¬bre e dicembre proprio perché Scelli non può essere eletto non essendo socio attivo della Croce Rossa Italiana. Nominare un altro commissario avrebbe comportato il rischiò che il nuovo personaggio potesse orientare la competizione elettorale a suo favore, cosa che peraltro già si è già verificata in passato». Scusi, Scelli non è comunque un uomo legato a Forza Italia? «Il Popolo di Croce Rossa è profondamente aderente ai 7 principi fondamentali tra cui quello di neutralità e indipendenza e non oriénta le sue scelte in base a criteri di natura politica o partitica».

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