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Villa Maraini: denunciati in sei per concussione

Da: “Voci di via” – 30 marzo 2005 – Anno V N. 79
Avrebbero chiesto soldi per inserire i detenuti nel programma di recupero terapeutico. Il presidente, Massimo Barra afferma: “Non ci credo e lo dimostrerò!”

Tre responsabili e tre operatori del Centro arresti domiciliari della Fondazione Villa Maraini avrebbero estorto denaro per ammettere alcuni detenuti del carcere di Rebibbia al programma di recupero terapeutico di tossicodipendenti che prevede la permanenza nella struttura di via Ramazzini Alle denunce si è pervenuti dopo più di un anno di indagini condotte dal Commissariato di Monteverde, comandato da Edoardo Calabria.

Secondo le prime ricostruzioni, che si basano su ben venti denunce, a seguito di una prima richiesta scritta dei detenuti per potere esseri ammessi al programma di recupero, seguiva la visita in carcere di un operatore di Villa Maraini. In questa occasione venivano richiesti 2500 euro per potere godere degli arresti presso la struttura e quindi lasciare la cella per il resto della pena.

Il denaro, secondo le accuse, sarebbe stato in un secondo tempo consegnato dai famigliari del detenuto I tossicodipendenti, nel corso della loro permanenza nella struttura, sarebbero stati poi sottoposti a delle forti pressioni sotto il ricatto di essere rispediti in carcere. Se invece si accettava di pagare da 600 euro a 1200 euro si poteva godere addirittura della possibilità di trascorrere 12 ore al giorno fuori del Centro arresti domiciliari.

Massimo Barra, storico fondatore della Fondazione e nominato lo scorso anno vice Presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, non ha alcun dubbio e ci ha ribadito: “Non credo a queste accuse e sono certo dell’innocenza di miei operatori a tal punto da mettere in gioco la mia faccia su questa vicenda. D’altra parte ho condotto una contro-indagine interna che ha prodotto dei risultati che presto renderò pubblici. Chi ha accusato ingiustamente pagherà!”

Forse può anche esserci stato qualche illecito da imputare ai singoli, ma non riesco a credere possibile che l’intera struttura organizzativa di Villa Maraini fosse una vera e propria associazione a delinquere pronta a “spremere i tossici”, invece che aiutarli a ritrovare la loro dignità. Da anni seguiamo con attenzione le vicende della Fondazione ed avuto l’occasione di conoscere molti dei loro responsabili ed operatori.

Abbiamo percorso i corridoi pieni di gente con un passato difficile, raccolto le loro voci e conservato le loro speranze, visto Massimo Barra tra i collaboratori cercare di trovare il modo di reperire dei fondi per mandare avanti questo sogno che dura oramai da venticinque anni.

No, non credo che quelle stesse persone che ho avuto modo di conoscere siano implicate in una vicenda cosi grave! Sono certo che presto tutto sarà chiarito ed intanto, come gesto di augurio, riproponiamo – oltre al servizio sulla festa per il loro 25° compleanno – un audio su Villa Maraini del marzo dello scorso anno, nel quale alcune considerazioni degli “ospiti” della Fondazione possono fornire un’altra chiave di lettura dell’intera vicenda.

Carlo Marci
Direttore vocidivia.it

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