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L’eroina torna a fare strage: quattro morti

Da: “Il Tempo” di venerdì 7 gennaio 2005
Barra, “Villa Maraini”: miscele killer di sostanza tropo “pura” e cocktail letali con alcol e psicofarmaci

IL PRIMO se ne è andato la notte di Capodanno. In silenzio, come gli altri. Da solo, come gli altri. Lo hanno trovato sabato nel lurido bagno di un alberghetto di viale Marsala, alla stazione Termini. Aveva 33 anni e una siringa vuota accanto al corpo.

Un elemento sufficiente per far pensare alla «causa di decesso» che incombe su ogni tossicodipendente: l’overdose. Nelle ultime ventiquattr’ore lo hanno seguito in tre, uno nella Capitale, il secondo nell’hinterland, il terzo a Frosinone. Il sospetto è che siano rimasti vittime di una dose «polvere» tagliata male, cioè troppo pura. Nessuno di loro infatti era giovanissimo, probabilmente «si facevano» già da un pezzo e sapevano quali rischi stavano correndo.

Ma il fisico debilitato dalla droga, il cocktail con altre sostanze, come alcol o psicofarmaci, e la potenza inconsueta del principio attivo li hanno stroncati. E le quattro morti rilanciano l’allarme su una partita di eroina killer venduta in questi ultimi giorni nel Lazio. La seconda macabra scoperta dopo quella del primo gennaio, è avvenuta nella tarda serata di mercoledì a Guidonia Montecelio, non lontano dalla metropoli.

Alla ragazza che viveva con lui M.P., 30 anni, aveva detto di voler fare una doccia. Non vedendolo uscire, la donna ha aperto la porta e l’ha trovato cadavere. Sul pavimento, la solita siringa sporca. A Frosinone ha perso la vita E.S. Aveva 31 anni e si drogava da tempo. L’altra notte si è «bucato» con altri due ragazzi. Si sono sentiti male tutti.

Hanno chiamato il 118. Due ce l’hanno fatta. Il cuore di E.S., malgrado il Narcan che gli è stato iniettato dal personale medico, si è fermato per sempre. L’ultimo decesso in poche ore ha avuto come teatro il rione Borgo, a Roma. M.G. era più anziano degli altri. Aveva 43 anni e per tentare di soccorrerlo i vigili del fuoco hanno dovuto sfondare la porta della sua abitazione. Ma è stato inutile. M.G. era già stecchito. A fargli «compagnia», anche in questo caso, una siringa usata.

«La verità è che di eroina si continua a morire anche se l’opinione pubblica sembra assuefatta e questi decessi non fanno più notizia – spiega Massimo Barra, fondatore e direttore della Fondazione Villa Maraini e dal 29 aprile vicepresidente della Federazione internazionale delle società croce e mezzaluna rossa – Sebbene le nuove droghe da discoteca catalizzino l’attenzione, di eroina è facile morire.

Il mercato è clandestino e nessuno sa che cosa si sta iniettando nelle vene. Basta che il taglio sia più basso e la stessa quantità di polvere ha un effetto doppio. Durante i periodi festivi, inoltre, chi sta male sta peggio – continua Barra – Chi fatica a vivere si sente ancora più solo, saltano i riferimenti terapeutici e magari non si trova più lo spacciatore abituale. Infine, si beve. E l’alcol, che è un depressore del sistema nervoso centrale, come l’eroina, aumenta il rischio di overdose».

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