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Droghe pericolose

Da: “La Repubblica SALUTE” 17 febbraio 2005 – anno 11 n. 436
Sintetiche e non, comunque dannose come lo Scoop, utilizzato per gli stupri di gruppo, e la Cristallina, una potente miscela. Che cosa dicono gli esperti.

La cronaca recente riporta la storia di una ragazza Perugina che si risveglia malconcia nel parcheggio di una discoteca, al pronto soccorso i medici constatano che ha subito una violenza di gruppo dopo essere stata stordita da una dose di Ghb (acido gamma-idrossibutirrico): in gergo Scoop, una sostanza liquida nota per il suo potenziale afrodisiaco ed euforizzante. Qualcuno lo ha versato nel suo drink la sera prima e la vittima non ricorda niente degli abusi. A dosi elevate e mescolato con l’alcol lo scoop causa la perdita di coscienza e fa svanire il ricordo di ciò che è accade quando si è sotto il suo effetto.

Lo Scoop, droga dello stupro è una cosiddetta “nuova droga”. Massimo Barra, medico fondatore della comunità terapeutica Villa Maraini a Roma, chiarisce però che «si parla di nuova droga quando il consumo di una determinata sostanza diventa statisticamente rilevante. Trent’anni fa, esattamente come oggi, circolavano amfetamine e allucinogeni».

Ora, insieme alle più note, cocaina, speed (amfetamina) ed ecstasy, si parla di Shaboo (eccitante a base metilamfetamina cloridrato caratterizzata da un elevatissimo grado di purezza, un grammo equivale diverse dosi di cocaina) Ice (molecola amfetamino-simile reperibile in forma di cristalli molto simili a quelli prodotti dal ghiaccio) Glass, Batu (tra le nuove metamfetamine) Crystal (uno dei nomi con cui viene indicata la sostanza allucinogena di provenienza chimica detta fenciclidina) e la pericolosissima Cristallina, un mix di cocaina (50-70%) e atropina. E proprio su queste droghe e sulle nuove modalità di consumo ha puntato l’attenzione la “Conferenza per un progetto delle regioni sulle dipendenze” che si è appena tenuta a Bologna.

«Si tratta in genere di sostanze che contengono amfetamine, o derivati, i cui effetti possono essere diversi: calmanti, allucinogeni, eccitanti», spiega Teodora Macchia dell’Istituto superiore della sanità. Si chiamano droghe ricreazionali perché «aiutano cioè la socialità, migliorano le relazioni con gli altri. In questa larga schiera ci sono anche gli psicofarmaci e l’Lsd», sottolinea la dottoressa Macchia, «ma il termine ricreazionale denota qualcosa di innocuo e non da il senso dei gravi pericoli che si celano dietro l’uso: problemi di salute, ansia, difficoltà relazionali, aumento del rischio di provocare incidenti stradali fino a episodi di suicidio. I danni sono molteplici, variano da sostanza a sostanza, dipendono anche dal soggetto che ne fa uso, dal suo stato in quel momento. Un adolescente rischia di più perché vive un periodo di evoluzione, in cui il sistema organico e psichico è in fase di modellamento».

«I danni dipendono anche dalle modalità e dai tempi di assunzione», chiarisce Gaetano di Chiara, farmacologo dell’Università di Cagliari, «per esempio la cocaina fumata arriva al cervello molto più rapidamente di quella inalata e ha effetti più pervasivi. Per quanto riguarda le amfetamine poi, l’uso prolungato rischia di portare alla degenerazione di determinati neuroni».

Un’indagine dell’Istituto superiore di sanità sulle sostanze ricreazionali rivela nuovi luoghi di consumo e nuovi comportamenti. La discoteca non è il solo posto dove ci si droga: spesso lo si fa a casa, in solitudine. E la cocaina è la preferita. Ma come riporta l’indagine i consumatori ricorrono a più tipi di sostanze per moderare gli effetti di altre droghe assunte precedentemente. Eroina e psicofarmaci ad esempio, servono spesso per moderare gli effetti di una serata a base di ecstasy e “coca”. È il fenomeno delle poliassunzioni.

Concetto non nuovo per Massimo Barra: «Anche negli anni 70 si mischiava. A un certo punto è stato necessario spegnere l’incendio degli eccitanti con l’eroina». Ora alle droghe ricreazionali si aggiungono Cobret (eroina tagliata dal costo molto basso), Ketamina (un anestetico dissociativo che provoca forti allucinazioni) e Popper (diffuso per la sua fama di potente afrodisiaco), Trip (allucinogeni) e Smart drugs.

Dall’indagine dell’Iss emergono anche differenze di genere: le donne usano cocaina, psicofarmaci e alcol, anche combinati tra loro per combattere stress, depressione e disturbi della personalità, una sorta di automedicazione con effetti collaterali devastanti. Anche Barra si sofferma sul rapporto tra individuo e sostanza «è il cosiddetto problema della doppia diagnosi: non è facile capire se nell’instaurarsi della dipendenza conti più la sostanza o l’assuntore. In alcuni casi un substrato psicopatologico precedente favorisce l’emergere di gravi problemi dopo l’assunzione di droghe».
E al riguardo della terapia Barra conclude spiegando che «Si deve adattare al soggetto e non viceversa».

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