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Droghe, nuovo carcere in zona San Patrignano

Da: “Il Manifesto” di martedì 22 febbraio 2005
Si chiama Casa Lavoro. Verrà inaugurata a Castelfranco Emilia il prossimo 21 marzo dal ministro Gianfranco Fini in persona. Ospiterà 140 tossicodipendenti in alternativa al carcere. Dove sta il problema?

Nel fatto che si tratta di un progetto di carcere attenuato che era stato finanziato nel corso della scorsa legislatura in stretto contato con Asl e enti locali, e che il governo Berlusconi ha poi deciso di portare a termine coinvolgendo direttamente solo i suoi amici della comunità di San Patrignano. Paolo Cento, vicepresidente della Commissione giustizia alla Camera, ha inviato un’interrogazione ai ministri Castelli e Pisanu per saperne di più su questo «carcere privato» che «sembra piuttosto una sorta di San Patrignano 2, di cui la stessa regione Emilia Romagna è rimasta all’oscuro fino a oggi».

Massimo Barra, fondatore della comunità Villa Maraini di Roma, premettendo di non avere «alcun pregiudizio ideologico», non si è stupito più di tanto: «San Patrignano prende tutto, dalla prevenzione al carcere». Se per il ministro Carlo Giovanardi, che ha ricevuto l’incarico di seguire le politiche «antidroga», sono incomprensibili le polemiche su questa nuova struttura, qualcosa di più si è lasciato scappare Andrea Muccioli, coordinatore di San Patrignano.

Si tratta di un progetto pronto da due anni, che molti avrebbero «cercato di bloccare», e che sarà diretto da Francesco Anselmo. Chi è? In passato è stato direttore dei carcere riminese e ha collaborato con San Patrignano. Sarebbe stato proprio lui a rivolgersi a Muccioli per mettere a punto questa esperienza pilota…

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