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Droga: carcere tossicodipendenti

Da: “ANSA” – ROMA, 21 febbraio 2005
BARRA, OK SE PREVALE TERAPIA FONDATORE VILLA MARAINI, MA PERCORSO TERAPEUTICO DIFFICILE

“Nessun pregiudizio ideologico”: esordisce cos’ Massimo Barra, fondatore e direttore della comunità Villa Maraini, all’annuncio della prossima inaugurazione, a marzo a Castelfranco Emilia, di una nuova struttura carceraria destinata esclusivamente a detenuti tossicodipendenti.

”Tutto ciò che può servire ad attenuare la condizione disumana del carcere è benvenuto – spiega – perché il carcere è un luogo di abiezione e violenza, è una palestra di violenza, è uno dei grandi problemi dell’umanità”. Quindi, “nessun pregiudizio ideologico che impedisca la gestione a
privati di un carcere”. “Saranno i contenuti – continua – a dirci se l’esperimento sarà positivo o negativo: se prevarranno i contenuti terapeutici o quelli, di sopraffazione e di potere, tipici dell’istituzione carceraria”. Secondo Barra seguire una terapia disintossicante in carcere è difficilissimo, perché “le dinamiche tipiche della struttura carceraria sono in contrapposizione con questo tipo di percorso”. Insomma, è una tematica “altamente complicata da gestire” insiste il fondatore della più importante comunità terapeutica di Roma.

Barra apprezza “il tentativo di affidare un carcere a privati per gestirlo in modo più umano”, che è ”meglio della detenzione attenuata (che prevede, all’interno di un carcere normale, una sezione per detenuti tossicodipendenti, ndr)” ma avverte: “c’è in tutto ciò un handicap di base, ed è quello che il carcere, a differenza della comunità, non è una libera scelta del tossicodipendente”. Un ‘peccato originale’ quasi insormontabile, insiste.

Quanto poi alla decisione di affidare la gestione della struttura di Castelfranco alla Comunità di San Patrignano, per Barra non è una novità: “San Patrignano – afferma – prende tutto, dalla prevenzione al carcere”.

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