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Croce Rossa: a Barcellona ufficio dei paesi del Mediterraneo

Da: “ANSA” – Roma, 30 marzo 2005
BARRA, NONOSTANTE CRITICHE CRI E’ CONSIDERATA POSITIVAMENTE

E’ nato a Barcellona, in Spagna, un ufficio permanente della Croce Rossa che si occuperà di migliorare le relazioni, anche sul piano operativo, fra le società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa dei paesi del mediterraneo. L’ufficio, finanziato dal governo catalano d’intesa con la Federazione internazionale della Croce Rossa, ha preso il via ieri e riguarda 24 paesi del bacino del Mediterraneo, compresa l’Italia. Sarà presto bandito un concorso per nominare, entro tre mesi, il responsabile dell’ufficio.
L’iniziativa ha un valore “altamente simbolico” ha detto Massimo Barra, vicepresidente della Federazione internazionale della Croce Rossa “perché riavvia il dialogo fra una parte importante del mondo, caratterizzato da anni di ostilità. Vengono cioè messi insieme la riva nord e la riva sud del mondo, i paesi arabi e i paesi europei. In futuro prevediamo che saranno inclusi in questo ufficio anche Israele e la Palestina”.
Alla prima riunione dell’ufficio – seguita all’inaugurazione alla quale ha partecipato fra gli altri il presidente della Federazione ed una decina di società nazionali, come l’Algeria, l’Egitto, la Grecia, la Serbia; l’Italia era rappresentata dallo stesso Barra – sono state fissate le aree su cui intende operare nel breve periodo. Fra queste il rapporto fra salute e migranti, salute e giovani, salute e carceri. “Come Croce Rossa Italiana” ha precisato Barra “ho proprio chiesto un’attenzione particolare al ruolo che l’organizzazione deve avere per vigilare la qualità della vita in carcere, non solo in tempo di guerra ma di pace. Gli istituti di pena sono il luogo dove se manca l’umanizzazione mancano anche i diritti umani”.
“L’adesione della Cri a questa iniziativa – ha tenuto a precisare Barra – è la dimostrazione che la stessa Cri vuole essere integrata pienamente nel movimento ed è la risposta positiva alle critiche che da alcune parti vengono sollevate sul ruolo assunto negli ultimi tempi. Come rappresentante della Cri – ha aggiunto ancora – solo nel mese di marzo, in occasioni pubbliche, ho incontrato rappresentanti di una cinquantina di società di Croce Rossa ai quali ho spiegato la volontà della Cri di sentirsi a pieno titolo nel movimento rispettandone i principi e le modalità operative. Come riscontro ho avuto comprensione e riconoscimenti: la Cri è considerata una grande società nazionale ed ha un grande movimento di volontari”.

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