Servizi

Villa Maraini, un disperato SOS

Da: “Sanità e Servizi” Anno II – N. 12 giugno 2004
Momento difficile per molti centri di recupero tossicodipendenti
Se non arriveranno i fondi dalla Regione, la Fondazione Maraini dovrà sospendere l’attività

Aiuto!”. Questo il grido accorato di Villa Maraini, il più importante centro di recupero per tossicodipendenti del Lazio. La Fondazione Maraini si trova oggi ad affrontare una gra vissima crisi economica. Nata nel 1976 e situata nel quartiere Monteverde, a Roma, in 28 anni ha assistito più di 30 mila persone ed oggi rischia di chiudere.

Due le cause principali della situazione attuale. Il credito di 250mila, euro non colmato dalle istituzioni pubbliche, nei confronti della Fondazione ed il risarcimento, decretato dal giudice per una causa di lavoro, di una somma analoga.

Dei crediti accumulati con le istituzioni, 200mila sono riconducibili alla Regione Lazio e riguardano le sovvenzioni previste per le rette degli assistiti; 50mila, invece, sono ascrivibili al Ministero di Grazia e Giustizia per la gestione di detenuti in misura alterna tiva al carcere o agli arresti domiciliari. In questa situazione i 3mila pazienti attualmen te assistiti a Villa Maraini rischiano di perdere la loro struttura di recupero. Eppure, nonostante l’importanza del centro e i numerosi appelli, nessuno si è attivato né dal fron te politico né da quello amministrativo.

Il presidente della Fondazione, Massimo Barra, dichiara apertamente le difficoltà nel pagare gli stipendi degli operatori, molti dei quali ex tossicodipendenti, ed è obbligato a rifiutare chi si presenta davanti ai cancelli di Villa Maraini in cerca di assistenza.

Per salvare la sua Fondazione, Barra ha addi rittura lanciato una sotto scrizione. Se questa non porterà i fondi sperati il centro di recupero dovrà interrompere i suoi interventi e le sue attività. Una situazione emblematica quella della comunità romana, che non è l’unica a dover affrontare un periodo economicamente diffi cile. Sono tanti, in tutta Italia, i centri di recupero che rischiano la chiusura a causa dei ritardi nei pagamenti delle rette da parte delle Regioni.

Penalizzate soprattutto le comunità del Centro-Sud dove i rimborsi riconosciuti dalle Regioni in alcuni casi non superano i 30 euro al giorno per utente. Al Nord, al con trario, nel migliore dei casi le Regioni pagano ben 80 euro giornalieri. Una forbice troppo ampia che, aggravata dai ritardi nei pagamenti, rischia di far chiudere diverse comu nità di recupero.

Attualmente, anche la comunità di San Patrignano, da molti ritenuta “privilegiata” dalle istituzioni, denuncia uno stato di crisi. Una delibera della Regione Emilia-Romagna, emanata nel febbraio scorso, detta una serie di requisiti necessari per le strutture che svolgono attività sanitarie sul territorio della regione, comprese quelle che operano per il recupero dei tossicodipendenti. Secondo le direttive della delibera, San Patrignano dovrebbe ridurre il numero di posti letto per camera da 8 a 4 e assumere tutti gli operato ri che attualmente svolgono il loro servizio come volontari. Due adeguamenti che, come è facile immaginare, inciderebbe ro notevolmente sulle spese della comunità.

Il grido di aiuto lanciato da Villa Maraini è solo parte di uno stato di malessere generalizzato a dir poco preoccupante.

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