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Villa Maraini, operatori senza stipendio da gennaio

Da: “L’Unità” di giovedì 18 marzo 2004
Il “pronto soccorso” dei tossicodipendenti è sempre aperto aiuta le Asl, cura 700 persone al giorno ma è pagato a progetto

Per questo ieri è partito l’ultimo, disperarato grido, d’allarme: «Un euro per Villa Maraini», un appello pubblico perché il centro non chiuda. Villa Maraini. è “L’ ospedale per tossici” più attivo di Roma e di tutto il Lazio. Fa da Pronto Soccorso, con due unità mobili dislocate a Tor Bella Monaca e a Termini.

È un centro dì accoglienza, ospita detenuti, offre supporto medico e psicologico, aiuta i drogati extracomunitari, con o senza permesso di soggiorno. E soprattutto caso unico in Italia è aperto sempre: notte, giorno, natali, pasque. Freschi di legge Fini, chiediamo se ci sia un atteggiamento politico, dietro ai ritardi ed alle mancanze da parte delle istituzioni..

«C’è solo profondo disprezzo verso i tossici e verso chi lavora con loro: per molti, un tossico morto è un problema in meno». E ci racconta la fatica di avere a che fare, anno dopo anno, con il mostro della burocrazia, che ragiona “per progetti” e strozza inevitabilmente l’elemento umano fra le sue spire.
Comunque Barra il suo lavoro lo sa fare, e pure bene: non solo come organizzatore, ma come catalizzatore dell’attenzione («Che è quasi una prostituzione, ma a questo sono costretto»). E fra lettere, grida d’allarme, e comunicati ai media (anche uno striscione nel prossimo derby RomaLazio) le acque come sempre si muovono. Insorge il deputato verde Cento: «Si intervenga subito».

« La Regione Lazio ha i soldi necessari al pagamento degli stipendi degli operatori a tenere aperti i servizi di assistenza ai tossicodipendenti di Villa Maraini, ma non li spende», dice il consigliere regionale Ds Giulia Rodano e di “accanimento ideologico” parla il verde Bonelli. Pronta la risposta dell’assessore alla sanità Verzaschi: «Per quanta riguarda i progetti assegnati a Villa Maraini, i pagamenti sono stati tutti liquidati. Non è nemmeno vero che ci siano progetti scaduti. Inoltre, è stato concordato un incontro, già fissato per il 30 marzo, al quale parteciperanno la Fondazione e tutte le istituzioni interessate al fine di concordare e attuare interventi straordinari per risolvere la crisi».

E anche la Croce Rossa Italiana dice che farà la sua, “con un impegno politico verso tutte le istituzioni”. Certo che per ora, le casse di Villa Maraini sono vuote. «Se si ragiona per progetti, si va ben poco lontano», spiega Barra, «Noi intanto abbiamo erogato centomila dosi di metadone. Chi ce le paga? E le chiamate dal tribunale? E gli aiuti alle Asl pubbliche, che non vengono messe a budget?».
Forse Barra ce la farà anche questa volta a salvare il Centro in corner, insieme alle settecento persone che ospita, alle migliaia che aiuta, alle quasi 150 che dentro ci lavorano. Ma l’ombra del “progetto barboncino” aleggia ancora. Insieme, però, al sorriso dell’autista dell’unità mobile che ci viene incontro mentre parliamo: «Abbiamo avuto un’overdose, ma l’abbiamo preso in tempo!». Comunque conto corrente per chi vuoi dare una mano è: Fondazione Villa Maraini Onlus, c/c postale 78172004

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