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Un sos per Villa Maraini

Da: “Vita” del 9 aprile 2004
La storica comunità romana rischia di chiudere. E lancia una sottoscrizione.

Villa Maraini, il più importante centro di recupero per tossicodipendenti del Lazio, cesserà le attività se entro poche settimane non troverà almeno 250mila euro. Massimo Barra, presidente della Fondazione Villa Maraini, dopo aver curato in 28 anni 30mila persone è nel pieno di una crisi di panico. Come lui stesso riconosce. Il suo centro ha attualmente in carico 3mila pazienti e vanta un credito di circa 250mila euro nei confronti delle istituzioni pubbliche. Nello specifico: circa 200mila euro dalla Regione Lazio, a copertura delle rette degli utenti, e oltre 50mila euro dal ministero di Giustizia per la gestione dei detenuti in misura alternativa al carcere o agli arresti domiciliari.

Crediti che rendevano traballante la gestione economica del centro già prima che, per una causa di lavoro, il giudice condannasse Barra al risarcimento di altri 250mila euro da versare a tre psicologhe ex collaboratrici del centro. “Questa è la mazzata finale: o lo Stato ci dà quello che ci deve oppure addio a Villa Maraini”, è il grido di Barra, che aggiunge: “Da 2 mesi non pago gli operatori, la metà dei quali sono ex tossicodipendenti, e ho dovuto ridurre l’organico da 80 a 60 unità. Ogni giorno davanti ai nostri cancelli si presentano centinaia di persone che chiedono di entrare. Stiamo morendo nell’indifferenza generale”.

In un frangente tanto disperato, Barra si lascia scappare un sorriso ricordando che il primo (e finora l’unico) a rispondere alla sottoscrizione lanciata con lo slogan “anche un euro per salvare Villa Maraini” è stato un detenuto di Rebibbia che ha inviato ben 5mila euro.

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