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«Su missione a Najaf è ingeneroso sputare sentenze»

Da: “Apcom” Roma, 31 agosto 2004

«Si tratta di un’opinione personale che non riflette la posizione ufficiale della Mezzaluna Rossa irachena con cui la Croce Rossa ha collaborato fin dall’inizio nel rispetto dei ruoli e delle competenze». Massimo Barra, vicepresidente della società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, commenta così le dichiarazioni rese al Corriere della Sera dall’impiegato della Mezzaluna irachena, attualmente responsabile locale per le relazioni internazionali, Mazin Abdullah Salloum sull’ultimo viaggio compiuto da Enzo Baldoni in Iraq («La missione a Najaf era una follia») e sul lavoro della Cri in Iraq («Screditato da parte degli iracheni»).

«La Mezzaluna – precisa Barra – risente evidentemente delle difficoltà e delle contraddizioni del paese, vive un momento di sofferenza e di cambiamenti. Ne sono prova i cambiamenti al vertice: attualmente c’è un nuovo presidente nominato dal governo iracheno». Quindi, aggiunge: «Fin dall’inizio, nella Mezzaluna hanno convissuto due anime: una istituzionale, razionale e organizzata; e una folle, visionaria e pronta a sostenere più le ragioni del cuore che quelle del cervello. Credo che noi ci dobbiamo muovere per vie istituzionali e non dobbiamo rincorrere singole opinioni: è facile farsi dire quello che si vuole in una situazione confusa».

Il lavoro della Croce Rossa Italiana in Iraq è apprezzato «dalle 67mila vittime curate e dai loro familiari», continua Barra. Quanto alla missione a Najaf «io stesso ero contrario – sottolinea – ma mi sento emotivamente vicino a chi l’ha compiuta. E ingeneroso dare giudizi a posteriori: quella è tutta gente che poteva starsene sulle spiagge e invece ha consapevolmente corso il rischio di morire per aiutare. Bisogna togliersi il cappello invece che sputare sentenze».

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