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Regione: “Strutture da riformare”

Da: “Il Messaggero” di lunedì 10 maggio 2004 – Roma.
METADONE L’EMERGENZA DROGA
Diciassette strutture per diecimila assistiti. Barra: “Personale più qualificato”

Il quarantenne che ieri mattina si è impiccato al Sert di San Lorenzo, scegliendo di morire dopo la dose di metadone negata, riapre la pagina di un libro che spesso si preferirebbe tenere chiuso: racconta le strategie dell’assistenza ai tossicodipendenti, in una città che ha visto salire oltre quota 10 mila gli utenti che annualmente si rivolgono a diciassette Sert.

Ma anche in una provincia che nel 2004 ha già contato 35 morti per overdose. Il suicidio al Sert si collega idealmente a un’altra notizia, di meno di un mese fa: la rivolta degli abitanti di Giardinetti che chiedono il trasferimento del Sert perché la sede è troppo vicina alle scuole. Il futuro dei Sert, appunto. L’assessore alla Sanità, Marco Verzaschi, promette: “In commissione è in discussione l’istituzione dell’Agenzia regionale per le tossicodipendenze.

Sarà varata entro l’estate. Bene, fra i compiti avrà anche quello di valutare l’esperienza dei Sert, pensare a una riforma”. Un’Agenzia per le tossicodipendenze esiste già, è quella del Comune. Il direttore, Guglielmo Masci, avverte: “I Sert sono uno strumento fondamentale, la linea più avanzata che regge l’impatto con il problema tossicodipendenza”.

Ma, analizza, Massimo Barra, fondatore di Villa Maraini, la struttura di Monteverde da 28 anni impegnata nell’assistenza ai tossicodipendenti, molto andrebbe rivisto: “C’è una carenza di competenza di chi vi lavora. Non vuol dire che non vi siano medici molto bravi, ma le selezioni non avvengono in base a una preparazione specifica.

Purtroppo, i Sert vengono visti con una sorta di fastidio, cenerentola della sanità pubblica, collocati in locali angusti, e sottofinanziati. Andrebbero sburocratizzati, dotati di risorse. Non è possibile che a Roma i Sert chiudano dopo una certa ora. E c’è una concezione sbagliata del metadone. Invece di pensare alla sua efficacia, dell’aiuto che fornisce al tossicodipendente a cui non dà piacere, ma toglie il dispiacere, si preferiscono valutazioni etiche. Il metadone viene dato poco e male, i tossicodipendenti sono sottomedicati di un farmaco fondamentale per la loro vita. Per questo penso che questo suicidio potesse essere evitato”.

I Sert di Roma in dieci anni hanno visto quasi raddoppiare la loro utenza: nel 1992 gli assistiti erano 6.504, nel 2001 10.582. “Purtroppo – spiega Barra da un punto di osservazione come Villa Maraini che ogni anno vede passare almeno 3.000 persone – combattiamo con una drammatica mancanza di risorse. E’ vergognoso. Sarebbe necessario sia rafforzare i Sert, sia consentire a strutture private di lavorare”.
E qui si torna all’assessore alla Sanità, Marco Verzaschi, che insiste: “Ma noi, con la legge sull’accreditamento, consentiremo proprio l’integrazione fra il ruolo dei Sert e quello dei privati. Villa Maraini? Non sarà più costretta ogni anno a chiedere i finanziamenti e a vivere nell’incertezza”. Resta – l’ultimo è il caso di Giardinetti – la difficile convivenza con i quartieri.

Verzaschi dice che sommando pubblico e privato si diminuisce il peso specifico dei singoli Sert. Masci: “E’ urgente razionalizzare la presenza dei Sert, serve una presenza capillare. Magari dimensioni più piccole, ma più agili”. Barra: “I Sert possono essere anche di meno, ma più grandi. Ma soprattutto più efficienti e dotati di risorse”.

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