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Non chiudete questa Villa!

Azioni che scandalizzano i soliti moralisti ma che, solo nei primi mesi del 2004, hanno impedito la morte di più di venti persone. “Ma per molti la morte di un drogato è la risoluzione di un problema”, continua Barra, “ed è scomodo chi cerca di salvarlo e di reinserirlo nel tessuto sociale”. Di fronte a certi pregiudizi è indifferente perfino che una struttura di volontari sia presente sul territorio municipale, vicino alle scuole e alle discoteche per diffondere campagne di prevenzione e di informazione, e che, senza percepire alcun rimborso, la stessa struttura accorra quotidianamente alle chiamate di tribunali e carceri per distribuire metadone e fornire assistenza a tossicodipendenti in overdose o in crisi di astinenza.

Il rifiuto di metodi autoritari e coercitivi non aiuta poi Villa Maraini a farsi riconoscere da una società che fatica a svincolarsi da certi bigottismi. Lo sa bene il direttore del centro: “Non pensiamo che un tossicomane vada legato o umiliato per essere guarito, e questo a qualcuno non va giù”. Come non vanno giù l’indipendenza della Fondazione e il suo rifiuto di schierarsi politicamente.
Continua Barra: “Condividiamo con la Croce Rossa il valore dell’autonomia. Non siamo legati a nessun partito o movimento, ci rifiutiamo di essere considerali un bacino elettorale: per questo siamo scomodi. Eppure, nonostante gli ostacoli, cerchiamo di andare avanti con dignità. Non molliamo”.Ieri cronicario, oggi comunità. Gli spazi di Villa Marini, in via Ramazzini n. 31, ospitavano originariamente un cronicario per la cura delle malattie tubercolotiche. La villa fu donata dal proprietario, il conte Maraini, alla Croce Rossa Italiana che nel 1976 ne concesse l’utilizzo alla Comunità Terapeutica per l’aiuto ad alcolisti e tossicodipendenti fondata lo stesso anno dal dottor Massimo Barra.

Dieci anni dopo, nel 1986, la Comunità si è trasformata in Fondazione, per snellire i problemi burocratici che ne stavano ostacolando le attività. Dal 1998 è diventata una Onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale); nello stesso anno il Ministero della Sanità ne ha riconosciuto la personalità giuridica e ne ha approvato lo statuto.

Nel 2003 la Fondazione Villa Maraini ha assistito più di duemila pazienti, di cui 1134 in carico ai servizi ambulatoriali, residenziali e semiresidenziali. Tra questi, 99 sono in carico alla Fondazione in applicazione di provvedimenti alternativi alla detenzione. Dei 150 operatori che costituiscono il personale paramedico della Fondazione, il cinquanta per cento è composto da ex tossicodipendenti.

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