Servizi

Morti per overdose, la strage dei quarantenni

Da: “Il Messaggero” di domenica 18 gennaio 2004 – Roma.
Il servizio centrale antidroga:
“Specialmente dopo i periodi di vacanza arrivano sul mercato sostanze tagliate diversamente dal solito”
Sette vittime in diciassette giorni: è emergenza. Il sociologo: “Raddoppiati gli over 40”

Salvatore L, 35 anni, l’hanno trovato ieri nella cantina di casa, in via delle Cincie a Torre Maura: il laccio intorno al braccio, la siringa lì vicino. Marco G., 31, del Nuovo Salario, era nel bagno, riverso nella vasca, e la mamma non ha potuto fare nulla. Roberto M. se n’è andato nei gabinetti dell’area di servizio “Prenestina” sulla Roma-L’Aquila, gli altri in una macchina, in un vagone, su un prato di periferia.

Il 2004 è iniziato da poco e i morti per droga a Roma sono già sette. “E’ la tragedia di ogni gennaio dice Guglielmo Masci, 48 anni, della Agenzia Comunale per le Tossicodipendenze. Finite le Feste, il drogato si ritrova con la solitudine, con la malinconia di sempre e la strage ricomincia”. I decessi, a tutto ieri, sono stati 0,39 al giorno, tutti per abuso di eroina.

Un ritmo, solo apparentemente modesto, che potrebbe portare in dote a Roma il primato negativo del 1998, quando le morti per overdose (Fonte Ministero degli Interni) furono 140. Si viaggia, più o meno, a quei livelli. “A volte si favoleggia di partite avariate – dicono al Servizio Centrale Antidroga – La verità è che, specialmente dopo i periodi di vacanza, arrivano sul mercato sostanze troppo pure, che diventano fatali per chi non si “faceva” da un po’ di tempo”.

Gli ultimi due decessi, quelli di Salvatore L. e Marco G., si sono verificati tra ieri e l’altro ieri. La polizia, accanto al corpo del giovane del Nuovo Salario, ha trovato una siringa, una bustina di eroina, un laccio emostatico. Ma il papà, distrutto dal dolore, non riesce neppure ad affrontare la realtà. “Lui si stava curando – dice – E’ vero che c’era quella roba. Ma non l’ha usata.

E’ morto perché è scivolato nella vasca”. Il numero di morti per overdose a Roma, dal 1998 ad oggi, con l’eccezione positiva del 2000, è sempre rimasto sopra i cento all’anno. “E bisogna leggere attentamente all’interno di queste cifre – afferma il sociologo Maurizio Fiasco – Dal 2001 al 2002 le vittime ultraquarantenni sono raddoppiate, passando da diciotto a circa trentacinque. Vent’anni fa, i decessi non erano mai più di 40-45 all’anno. Ora siamo, come si vede, di gran lunga oltre.

Ma se ne parla sempre di meno, perché il drogato scippa di meno, muore in casa, non lo vedi più “strascinato” per strada. E dunque è come se il problema non esistesse”. “Picchi di overdose come quelli degli ultimi giorni rientrano ormai nella norma – aggiunge Masci – e credo che un ruolo lo abbia la polidipendenza.

Le persone, sempre più spesso, associano alcool, psicofarmaci, stupefacenti. Nascono nuovi cocktail per accrescere l’effetto delle droghe. Il che in molti casi diventa micidiale. Non bisogna stancarsi di parlare di questi fatti”. Anche in Comune c’è un numero di telefono al quale possono rivolgersi i tossicodipendenti o i loro conviventi, lo 06-06-06.”Le chiamate, dal centralino, vengono smistate agli specialisti – dicono all’agenzia comunale – E’ un’occasione da sfruttare”. “Il ruolo delle famiglie resta decisivo – aggiunge Massimo Barra, di Villa Maraini – Il drogato non è un’onta da nascondere. Non è un peccatore. E’ una persona che va aiutata. Se esistesse questa coscienza, tante vite verrebbero salvate”.

L’ESPERTO
“Per salvare una vita basta tenere il naloxone in casa”

“Tante morti potrebbero essere evitate. Basterebbe, prima di tutto, non costringere il drogato alla “clandestinità”. Invece è proprio quello che fanno tante famiglie. Il figlio tossico viene considerato una “vergogna” e allora lo si induce a bucarsi chiuso nel bagno, in cantina, nel garage.

Dove nessuno, in caso di necessità, può aiutarlo”. Massimo Barra, 56 anni, direttore della fondazione “Villa Maraini”, da anni attiva nel mondo della tossicodipendenza, invoca un “atteggiamento pratico, verso la droga”. “E’ inutile – dice – nascondere la testa sotto la sabbia.

Tutte le famiglie che sanno di avere in casa un tossicomane, invece di condannarlo, tengano piuttosto pronte le fiale di Naloxone. E’ l’antidoto contro l’overdose. Basta iniettarlo con una siringa, endovena o intramuscolo, per salvare una vita. Può farlo chiunque”. A Villa Maraini è in funzione, 24 ore al giorno, un telefono per ogni emergenza legata alla droga.
Il numero è questo: 06-558.77.77.

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