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La Croce rossa internazionale: “Baldoni, un eroe”

Da: “l’Unità” di venerdì 3 settembre 2004

ROMA Enzo Baldoni è un «eroe». Lo afferma il vicepresidente della Federazione delle Croci rosse nazionali, Massimo Barra, aggiungendo che la stima rispettosa verso l’impegno umanitario del giornalista rapito e ucciso in Iraq, è condiviso dal presidente del Circ (Comitato internazionale della Croce Rossa), Jakob Kellenberger.

Quest’ultimo ha colto l’occasione di un convegno della Cr ieri a Sanremo, per esprimere le condoglianze e la partecipazione emotiva al dolore dei familiari e degli amici. Sia a titolo personale, sia a nome del Circ. «Anche il presidente Kellenberger -aggiunge Barra- ha apprezzato gli sforzi di Baldoni, profusi al di fuori delle regole e dell’ufficialità, ma in uno slancio umanitario coraggioso. Di fronte al quale io, che pure condividevo l’esortazione a rinunciare a quel convoglio troppo pericoloso, mi tolgo il cappello. Perché quel viaggio non aveva per meta le spiagge di Ostia. Lui ha rischiato la vita, e l’ha perduta, per aiutare gli altri».

Barra non sa se ci siano progressi verso il rinvenimento della salma del reporter. È al corrente dei difficili rapporti attuali fra Mezzaluna rossa e Croce rossa italiana a Baghdad. Una situazione che potrebbe nuocere al recupero del corpo, e che Barra definisce «inammissibile». «Dal punto di vista della Federazione -afferma- non ha senso che due organizzazioni che operano sullo stesso territorio e con le stesse finalità, anziché collaborare, litighino. Ed è inconcepibile che, se ci sono divergenze, la discussione fra due famiglie della Croce rossa avvenga per mezzo stampa».

D’altra parte Barra ritiene che lo scontro sia stato «molto amplificato, prendendo per oro colato la versione di una sola fonte». Il problema, spiega Barra, è che «la Mezzaluna rossa irachena risente della fase travagliata che sta vivendo il paese. Qualche tempo fa c’è stata addirittura un’irruzione armata nella loro sede da parte di una delle due fazioni in cui la Mezzaluna rossa si era divisa, per imporre un nuovo presidente. Tutto ciò può avere creato difficoltà di interlocuzione anche con la Cri».
I tentativi di riportare in Italia i resti del povero Baldoni proseguono. Così almeno assicurano sia la Croce rossa italiana sia la Farnesina, anche se, quando si chiede se siano stati fatti dei passi avanti, si ottengono risposte vaghe. Imperniate in entrambi i casi sulla sottolineatura dell’ «impegno» con cui si starebbe operando. «Stiamo usando gli stessi canali attivati dalla Francia per liberare i due loro giornalisti», dicono alla Cri.

Insistiamo con il ministero degli Esteri: qualche progresso, qualche risultato? «Il risultato -rispondono- è l’impegno ribadito da tutti ad agire. Un impegno che si unisce ad espressioni di simpatia nei nostri confronti». Secondo la Farnesina, tramite l’ambasciata a Baghdad, «stiamo lavorando sin dal primo momento, a tutti i livelli: con le istituzioni governative, ma non solo, con le associazioni, con le autorità religiose». Si tratta di un impegno «costante, intenso, capillare, rinnovato ancora nelle ultime ore, e ognuno tenta di moltiplicare i contatti per arrivare al recupero del corpo».
Le parole dei funzionari del ministero degli Esteri contrastano con corrispondenze giornalistiche da Baghdad, secondo le quali, almeno sino all’altro giorno, sembrava che non fosse attivato alcun canale, e che il comportamento della diplomazia italiana non abbia «nulla a che vedere con l’attivismo della diplomazia francese».

Dubbi inquietanti che hanno indotto il parlamentare della Margherita, Giuseppe Fioroni, a rivolgere un’interrogazione al ministro Frattini: «Vogliamo sapere se corrisponda al vero quanto riportato da alcuni quotidiani, secondo i quali il governo non avrebbe ancora avviato alcuna seria iniziativa per recuperare il corpo di Enzo Baldoni».

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