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Iraq: torture; Barra (Croce Rossa), da C.I.C.R. eccesso discrezione

Da: “ANSA” di sabato 8 maggio 2004

(ANSA) – ROMA, 8 MAG – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) sapeva già da tempo delle torture degli americani agli iracheni e di questo aveva già avvisato le autorità statunitensi. Lo ha detto Massimo Barra, vicepresidente della federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che esprime qualche dubbio sull’ “eccesso di discrezione” per informazioni in possesso del CICR.

“In tempo di guerra, il CICR – ha detto Barra – si muove sempre in modo discreto, deve infatti godere della fiducia di tutti. Sulla vicenda delle torture in Iraq, si è mosso da tempo e venuto a conoscenza dei fatti li ha, correttamente, segnalato alle autorità americane”. Come mai allora solo ieri, e dopo la denuncia dei giornali, ha presentato alla stampa il rapporto sulle torture?

“All’ interno della Federazione – ha precisato Barra – si sta proprio discutendo del tema se un eccesso di discrezione va a danno o a favore dell’ efficacia degli interventi. Io ad una recente riunione ad Amman, appena eletto vicepresidente della federazione, ho sostenuto che forse giova alle vittime, più che l’ estremo riserbo, un po’ di audacia e di coinvolgimento mediatico. E’ un argomento oggetto di discussione nella Croce Rossa, che è organismo democratico”.

Barra ha ricordato che il CICR, in base ai trattati internazionali, è l’ unico organismo che ha diritto di accedere alle carceri e trattenersi con i detenuti senza la presenza di testimoni. Il comitato sta continuando nel lavoro e il monitoraggio sulle condizioni nelle carcere irachene. Inoltre, Barra ha sottolineato che insieme alla Croce Rossa Italiana, in Iraq in questo momento sono presenti anche altre società di croce rossa, come quella americana.

“Sono presenti anche – ha precisato il vicepresidente – operatori del CICR, ovviamente in modo discreto, e modalità diverse, per obbligo alla sicurezza dopo gli attentati che hanno portato alla partenza del comitato da Baghdad. “Purtroppo – ha affermato ancora Barra – la croce non è un simbolo sempre rispettato. Non ha aiutato la sicurezza le affermazioni di Bush quando ha parlato di crociate. La croce non ha un significato religioso, ricorda la bandiera svizzera, ma per chi è ignorante questo simbolo e stato identificato come parte in causa”.

Infine, Barra ha annunciato che potrebbe sorgere fra l’Iraq e la Siria un campo di assistenza ai profughi. “Ce l’ha chiesto – ha spiegato – la Mezzaluna Rossa Siriana. stiamo studiando il progetto”.

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