Servizi

Iraq: Baldoni; Barra, meglio C.R.I. che sbaglia a C.R.I. inattiva

VICEPRESIDENTE CROCE ROSSA INTERNAZIONALE DIFENDE SCELLI

Da: “ANSA” – ROMA, 31 agosto 2004

Non è vero che la Croce Rossa Italiana sia screditata agli occhi degli iracheni e non più considerata neutrale, e se in Iraq sono stati fatti degli errori, “è meglio una Croce Rossa che opera e sbaglia piuttosto che una che non agisce”: il vicepresidente della Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, Massimo Barra, commenta così all’ Ansa le accuse alla Cri e al suo commissario straordinario, Maurizio Scelli, e non risparmia critiche invece alla Mezzaluna Rossa irachena.

La missione a Najaf del 19 e 20 agosto scorsi, nel corso della quale fu rapito il giornalista Enzo Baldoni e ucciso il suo interprete, è stato uno di questi “errori”, infatti “come noto Scelli non la autorizzò”‘ ricorda Barra. Che però aggiunge subito dopo che “la Croce Rossa ha due anime: una istituzionale, se vogliamo filogovernativa, e una visionaria, che risponde più alle ragioni del cuore che della logica e della prudenza”. “Anch’ io – spiega – avevo messo il veto a quella missione, che era troppo pericolosa, ma ho simpatia per le persone che hanno rischiato la vita conoscendo il pericolo che correvano. Potevano starsene ad Ostia a giocare a calcetto, invece… A me sembrano degli eroi, e non mi sento di biasimarli”.

Non è vero che la Croce Rossa Italiana sia screditata in Iraq: “lo dimostrano i 67 mila interventi a favore delle vittime della guerra irachena, che testimoniano la rigorosa applicazione del principio di neutralità da parte della Croce Rossa”. E non si può criticare Scelli per aver cercato contatti per liberare gli ostaggi italiani e per riavere il corpo di Fabrizio Quattrocchi, così come in queste settimane De Santis (attuale plenipotenziario Cri a Baghdad, ndr) ha cercato di risolvere la vicenda Baldoni. “La Croce Rossa – aggiunge Barra – non poteva esimersi: innanzitutto rientra nei suoi compiti istituzionali, e poi cosa avrebbe detto l’opinione pubblica se si fosse disinteressata dei rapimenti e del recupero del corpo?”.

Barra non risparmia invece critiche alla Mezzaluna Rossa Irachena, che “risente delle difficoltà della situazione del Paese”, come dimostra il fatto che “la sua sede è stata occupata da una fazione e il suo presidente destituito e sostituito da una persona nominata dal governo”. L’ organismo umanitario iracheno, secondo il vicepresidente della federazione internazionale, “è stato talvolta inaffidabile per le sue difficoltà interne”, ma “è comprensibile vivere momenti di confusione in una zona di guerra”. “Rispettiamo comunque il suo ruolo – precisa – paghiamo il suo personale e c’ è volontà di collaborazione”.

Quanto al fatto che alla Mezzaluna Rossa irachena non sarebbe giunta alcuna richiesta da parte della Cri per ottenere il corpo di Baldoni – come affermato in un’ intervista pubblicata oggi dal ‘Corriere della Sera’ – Barra ritiene che “non c’ è bisogno che lo chiedano gli italiani”, se la Mezzaluna ha la possibilità di recuperare il cadavere del giornalista italiano “è suo compito istituzionale muoversi per farlo”.

,