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Gli negano il metadone: si impicca nell’androne del SerT a San Lorenzo

VIA FRENTANI

Da: “Il Giornale” di lunedì 10 maggio 2004

Aveva detto: «Se non mi date subito il metadone, esco di qui e mi ammazzo». Ma gli operatori del Sert di via Frentani a San Lorenzo non avevano badato troppo a quelle parole. Le solite frasi sconnesse di un uomo, distrutto dalla droga che molte volte aveva minacciato di farla finita. Non solo. La razione prevista dai medici era stata già data il giorno prima. Dunque niente da fare. Stavolta però quel tossicodipendente, 40 anni e una vita in strada, ha mantenuto la promessa. Si dirige lentamente verso l’androne e si impicca usando la cinta dei pantaloni. Alle 13,03 una ragazza lo trova disteso, senza vita.

In base alla ricostruzione della polizia sembra che il quarantenne avesse litigato a lungo con il medico di turno, tanto che dal Sert, poco prima delle 13, era stato chiamato il 113 proprio perché il sanitario non poteva fornirgli altro metadone. Subito dopo la lite, avvenuta, al secondo piano, il tossicodipendente è sceso al pianoterra e con la cintura dei pantaloni si è legato alla maniglia di una porta della stessa struttura e si è lasciato cadere. Una studentessa di medicina ha tentato di rianimare l’uomo, ma non c’è stato nulla da fare. Alle 13,03 al 113 è arrivata dal Sert la seconda telefonata che segnalava la morte dell’uomo.

Un suicidio che farà discutere a lungo. Già, perché secondo l’illustre parere di Massimo Barra, fondatore e direttore di Villa Maraini, si tratta di un gesto che si poteva prevenire ed evitare». «Nella maggior parte dei casi – ha dichiarato Barra, che comunque preferisce non entrare nel merito del caso odierno – il metadone viene dato poco e male, i tossicodipendenti sono sotto-medicati di un farmaco che è fondamentale per la loro vita. Perché i Sert sono sotto-finanziati, operano in locali angusti e squallidi, sono discriminati e stigmatizzati in quanto portatori di intesi deboli, come sono quelli dei tossicodipendenti».

Per Barra è scandaloso anche che Villa Maraini, «che, come centro antidroga del centro sud, sopperisce alle deficienze strutturali dei Sert (è aperta 24 ore su 24e assiste circa 3000 persone l’anno) non ha avuto riconosciuto un soldo di finanziamento e gli operatori lavorano senza stipendio».
In particolare Barra si schiera contro i politici, che, secondo lui fanno «la politica dello struzzo». «In base alla nostra esperienza – ha detto il fondatore dell’associazione di volontariato – la sotto-medicazione dipende dalla inadeguatezza dei dosaggi e dei tempi che causano errori e provocano sofferenze ai tossicodipendenti. Anche quello di cui si parla oggi era un soggetto disperato, che richiama tutti alla propria responsabilità».

I casi di disperazione di tossicodipendenti sotto-medicati – secondo il fondatore di Villa Maraini – non mancano. Barra ha ricordato in particolare quanto è avvenuto lo scorso anno all’ospedale di Tivoli, dove il mancato accesso alla terapia scatenò la reazione violenta di due tossicodipendenti.

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