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Droga: suicidio; Fondatore Villa Maraini

SI POTEVA EVITARE SOFFERENZA CON DOSAGGI INADEGUATI

Da: “ANSA” – Roma, 9 maggio 2004

“Provo una profonda pena, questo suicidio si poteva prevenire ed evitare”: è questa la prima reazione di Massimo Barra, fondatore e direttore di Villa Maraini, alla notizia del suicidio di un tossicodipendente avvenuto oggi in un Sert di Roma.

“Nella maggior parte dei casi – ha detto Barra, che comunque preferisce non entrare nel merito del caso odierno – il metadone viene dato poco e male, i tossicodipendenti sono sotto-medicati di un farmaco che è fondamentale per la loro vita. Perché i Sert sono sotto-finanziati, operano in locali angusti e squallidi, sono discriminati e stigmatizzati in quanto portatori di interessi deboli, come sono quelli dei tossicodipendenti”.

Per Barra è scandaloso anche che Villa Maraini, “che, come centro antidroga del centro sud, sopperisce alle deficienze strutturali dei Sert (è aperta 24 ore su 24 e assiste circa 3000 persone l’anno) non ha avuto riconosciuto un soldo di finanziamento e gli operatori lavorano senza stipendio”.

In particolare Barra si schiera contro i politici, che, secondo lui fanno “la politica dello struzzo”. “In base alla nostra esperienza – ha detto il fondatore dell’associazione di volontariato – la sotto-medicazione dipende dalla inadeguatezza dei dosaggi e dei tempi che causano errori e provocano sofferenze ai tossicodipendenti. Anche quello di cui si parla oggi era un soggetto disperato, che richiama tutti alla propria responsabilità”.

I casi di disperazione di tossicodipendenti sotto-medicati – secondo il fondatore di Villa Maraini – non mancano. Barra ha ricordato in particolare quanto è avvenuto lo scorso anno all’ ospedale di Tivoli, dove il mancato accesso alla terapia scatenò la reazione violenta di due tossicodipendenti.

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