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«Roma come Milano, più cocainomani ma il vero problema resta l’eroina»

Da: “Corriere della Sera” Roma 30 ottobre 2009
Barra, fondatore del Sert Villa Maraini: «Troppa neve tra giovani e professionisti. Poi finiscono a bucarsi»

«Anche a Roma sono in aumento i cocainomani, ma il problema vero rimane quello dell’eroina». Dopo l’articolo sulle mamme e i manager in coda ai Sert di Milano, Massimo Barra, fondatore di Villa Maraini e presidente della Croce Rossa a Roma, interviene per sottolineare il triste primato della Capitale: «Tra Roma e Lazio, l’anno scorso si è registrato il numero più alto di morti per overdose in Italia».

RECORD DI OVERDOSE – La preoccupante situazione della Capitale emerge anche dai dati contenuti nella Relazione annuale della Direzione dei servizi antidroga della polizia. Il Lazio è la regione dove lo scorso anno si sono contati, come detto, più morti per overdose: 87 vittime, di cui 69 a Roma; più del doppio rispetto alla Lombardia (39). «Da anni noi cerchiamo di evitare queste morti – racconta ancora Barra – e lo facciamo anche in maniera aggressiva. Sappiamo che non tutti vengono a cercarci prima che sia tardi e quindi, con le nostre unità mobili, li andiamo a trovare in strada intercettando le rotte della droga». Strade che mutano velocemente: i luoghi dello spaccio cambiano spessa per via dei controlli della polizia. E ogni volta, i pulmini di Villa Maraini si rimettono in moto.

700 PERSONE AL GIORNO – «Ogni giorno – dice Barra – assistiamo circa 700 persone: 400 nel centro di prima accoglienza di via Ramazzini e nelle altre strutture sul territorio. Altri 300, ce li andiamo a cercare per strada. Ma questa è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più diffuso». Andando in giro, gli operatori assistono tutti i tipi di persone. «Non si tratta solo di sbandati — dice Barra — ma anche di tranquilli professionisti che in pausa pranzo invece del panino si comprano la dose di eroina. E poi tornano tranquillamente in banca, in ospedale o in carrozzeria». A un certo punto questa doppia vita (la fase della ‘luna di miele’) diventa ingestibile e il consumo non è più compatibile con le attività lavorative. Con la cocaina, invece, il discorso cambia. «Di questo fenomeno conosciamo solo una piccola percentuale – dice ancora Barra -. E questo perché chi ne fa uso spesso riesce a conciliare bene il lavoro e la famiglia con la droga. Solamente quando arriva alla fase del ‘binge’, l’abbuffata di cocaina, rende palese il problema». La «neve» preoccupa a Roma.

ANDAMENTO CICLICO – «II trend è sicuramente a favore degli eccitanti come la coca – afferma — ed è realistico pensare che oggi il numero di chi fa uso di polvere bianca sia ben maggiore dei cosiddetti ‘bucatini’». Ma secondo gli esperti, si tratta di un evento ciclico, di corsi e ricorsi storici. «Anche quando trent’anni fa ho iniziato ad occuparmi di droga – conferma Barra – andavano di moda gli eccitanti. I soggetti più patologici per calmarsi, hanno poi cominciato a far uso di oppiacei come l’eroina. E anche oggi stiamo assistendo a un fenomeno del genere. Dopo la coca, i ragazzi più deboli passano all’eroina. I nostri operatori sulle strade trovano tossicodipendenti adolescenti e ventenni: i figli dei figli dei fiori».

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