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Gaza: ONU denuncia, nessun posto è sicuro per i civili

Da: “ANSA”; “Swissinfo.ch” – Ginevra, 13 gennaio 2009

In tutta la Striscia di Gaza la gente implora protezione, ma le organizzazioni umanitarie sono in crisi perché a Gaza non c’é nessun posto sicuro e nessun posto dove i civili possano trovare riparo. Il direttore delle operazioni a Gaza dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifiugiati palestinesi (Unrwa), John Ging, racconta con parole tragiche le dimensione della crisi umanitaria in cui sono precipitati gli 1,5 milioni di abitanti della Striscia dall’avvio dell’offensiva militare israeliana che in 18 giorni ha causato più di 900 morti. Dobbiamo fare qualcosa, le armi devono tacere, ”poco importa se si tratta di una tregua formale o informale”, ha detto Ging. E’ ”un test della nostra umanità”, ha insistito in un collegamento telefonico da Gaza con la stampa internazionale di Ginevra. Negli ospedali la situazione è drammatica: il tipo di ferite è orribile, ha detto Ging, rispondendo ad una domanda sulle accuse rivolte all’esercito israeliano di usare munizioni al fosforo bianco. Preoccupazione per la situazione negli ospedali è stata espressa anche dal Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr). ”Il flusso di feriti continua a crescere. Circa la metà sono donne o bambini”, ha detto una portavoce.

Tutto il Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha oggi lanciato un appello per sottolineare ”il tragico impatto sulla popolazione di Gaza delle ostilità in atto”. Il Movimento inoltre ha deplorato ”il fatto che moltissimi feriti siano stati abbandonati a se stessi senza poter essere soccorsi e che sia stato impedito alle ambulanze ed ai medici di raggiungerli”, ha detto Massimo Barra, vicepresidente della Croce Rossa Internazionale-Commissione Permanente, che ha lanciato ”un appello alle parti in conflitto, ed in particolare ad Israele, per rimuovere ogni restrizione alla operatività dei team medici”.

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