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Filippine: rapiti; Barra, violato diritto internazionale

Da: “ANSA”; “ASCA” – Roma, 15 gennaio 2009

Il Vice Presidente della Croce Rossa Internazionale-Commissione Permanente, Massimo Barra, ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente della Croce Rossa delle Filippine, Richard Gordon, sul rapimento dei tre rapiti nelle Filippine, fra i quali l’italiano Eugenio Vagni. “Il rapimento di questa mattina – dice Barra – è indicativo dell’imbarbarimento del mondo, che è un villaggio globale. Le notizie rimbalzano in tempo reale da un angolo all’altro del pianeta e tutto ciò che accade in un lato del mondo ha ripercussioni nell’altro. Lo stesso vale per le violazioni del diritto internazionale umanitario.

Si pensi alle ripetute e gravi violazioni avvenute nella striscia di Gaza, che probabilmente hanno influenzato questi ulteriori episodi di violenza”. “Gli operatori della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa – ha aggiunto – sono presenti in tutte le zone più a rischio e di conflitto del mondo, disarmati e protetti solo dall’emblema. Se gli stati non li rispettano, com’è possibile pensare che lo facciano i guerriglieri?”. Barra ha ribadito che “gli operatori umanitari sequestrati si trovavano in auto per una visita alla prigione provinciale di Sulu. La visita dei detenuti e il controllo delle garanzie minime di vita e di igiene nelle prigioni sono una prerogativa del Comitato Internazionale della Croce Rossa, per il quale lavora l’ingegnere italiano, impegnato in una attività di water-sanitation”.

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