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Droga: comunità, tossici in carcere? Troppi e non curati

Da: “ANSA” – Roma, 24 marzo 2010
OPERATORI DENUNCIANO RITARDI STATO SU PAGAMENTI RETTE

Troppi tossicodipendenti in carcere e senza possibilità di curarsi, troppi ritardi e lungaggini da parte dello Stato nel pagare le rette alle comunità terapeutiche e politiche sociali sostanzialmente poco umanitarie. La denuncia parte dall’associazione Saman e dalla fondazione Villa Maraini, che oggi a Roma, durante una conferenza stampa, hanno criticato la burocrazia italiana che ostacola l’applicazione della legge a favore dei detenuti tossicodipendenti: “Solo un condannato su 6 usufruisce dell’accesso all’affidamento terapeutico anche con un residuo di pena fino a 6 anni”. “Il carcere – ha affermato il fondatore di Villa Maraini, Massimo Barra – non è fatto per i tossicodipendenti: entrano malati ed escono criminali. Non è interesse della nazione prevedere la detenzione in carcere per queste persone”.

Sulle politiche contro la droga, Barra ha chiesto inoltre più umanità: “Esistono due tipi di proibizionismo, quello beota e quello illuminato, quest’ultimo prevede politiche umanitarie contro le droghe. Bisogna dare aiuto a chi è vulnerabile”. Il presidente di Saman, Achille Saletti, ha sottolineato anche la differenza di costi per lo Stato tra la detenzione in carcere e in comunità: 250-300 euro giornalieri a detenuto contro 50 euro. “Ma lo Stato non paga con regolarità le rette alle comunità. Gli operatori di Saman aspettano ancora 100 mila euro per il periodo 2007-2008 e con il passaggio di competenze alle Asl la situazione non è migliorata”. Le rette 2009 di Villa Maraini sono ancora insolute. Il piano carceri del ministro Alfano, ha aggiunto, “arricchirà i soliti noti” senza risolvere il problema del sovraffollamento e della negazione del diritto di cura. E mentre accade ciò “la politica è indifferente ai veri problemi, si riunisce solo per discutere sul caso Morgan e non per parlare dei tossicodipendenti in carcere, in costante aumento”.

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