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Commissione Ue e Croce Rossa Italiana …

… contro la criminalizzazione del consumo di droghe: è guerra ai drogati

Da: “Aduc” Bruxelles 27 giugno 2009

Nell’Unione europea i consumatori di cocaina sono quasi 12 milioni, mentre sono circa 7-8.000 coloro che perdono la vita ogni anno a causa della droga, ovvero un morto per overdose ogni ora. Questo il dato allarmante evidenziato dal vicepresidente della Commissione europea e commissario per Giustizia, Libertà e Sicurezza Jacques Barrot, nel giorno in cui, in occasione della Giornata internazionale contro la droga, Bruxelles lancia una nuova iniziativa di sensibilizzazione e informazione, l’Azione europea sulla droga (Aed). L’obiettivo è mobilitare la società e sensibilizzarla al problema della droga nell’Unione europea.

L’Aed intende fare leva sul principio della “responsabilità condivisa” e incoraggiare chiunque, gruppi, singoli, professionisti del settore o semplicemente membri della società civile, a firmare una dichiarazione d’impegno e a prendere un’iniziativa che riguardi in qualche modo il problema droga. All’incontro di ieri a Bruxelles, sono intervenuti circa 120 partecipanti da tutta l’Ue, mentre sono 21 le organizzazioni e i cittadini che hanno aderito all’Aed sottoscrivendo un impegno. Tra gli italiani, era presente Massimo Barra, vicepresidente della Croce Rossa Internazionale nonché fondatore di Villa Maraini, il più grande centro italiano per la cura e riabilitazione delle tossicodipendenze. “In molte parti del mondo, la guerra alla droga è diventata una guerra ai drogati”, ha affermato Barra sottolineando che questa tendenza è “stupida, cattiva e controproducente”. Il vicepresidente della Croce Rossa internazionale ha quindi insistito sulla necessità di “una nuova politica umanitaria nei confronti dei tossicodipendenti”.

In passato, ha ricordato, le Nazioni Unite hanno eccessivamente “basato le loro politiche sulla repressione”. Ma, ha osservato ancora, “se un consumatore entra in prigione da consumatore, ne uscirà sicuramente da criminale. Tutto questo è masochistico”. Insomma, per Barra “non possiamo fare dei drogati dei peccatori, perché la stigmatizzazione uccide più delle sostanze”. E tutto questo nasce da “una confusione di fondo tra malattia e giudizio morale, che porta a considerare i tossicomani non più come dei malati ma come dei peccatori”, ha osservato ancora l’esperto italiano aggiungendo che la Croce Rossa “denuncia” questa situazione.

“La terapia – ha insistito il fondatore di Villa Maraini a Bruxelles – è la miglior forma di prevenzione”. E chi si oppone ad alcune cure come quella con il metadone “è un fanatico o un integralista, che fa solo del male”, ha concluso Barra. Barrot: Non colpevolizzare chi la usa, le famiglie parlino – La droga uccide una persona ogni ora nell’Unione europea e la prevenzione deve concentrarsi sui giovani per educarli circa i pericoli, ma “senza colpevolizzarli”, ha detto il commissario europeo per la Libertà e la sicurezza Jacques Barrot. “Diciamolo chiaro, la minaccia è sempre presente. Dobbiamo convincere le famiglie a non stigmatizzare i giovani, ma di avere un dialogo aperto, di informare sui rischi. Si deve giocare con le carte sul tavolo”, ha insistito. Barrot ha però insistito sulla necessità di azioni repressive contro il traffico e la fornitura.

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite diffuso ieri, il consumo di cannabis e di cocaina è. in calo tra i giovani di istruzione secondaria nei paesi sviluppati, e l’uso di droghe sintetiche come l’ecstasy o anfetamine è stagnante. Barrot non è soddisfatto comunque da questo trefid: “Ogni anno ci sono tra i 7 e gli 8.000 morti per droga in Europa. Ciò dimostra la gravità del problema”, ha denunciato.

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