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Cie, rivolte a catena da Torino a Lamezia. A Milano 14 arresti

Da: “Corriere della Sera” Milano 15 agosto 2009
II Viminale: contatti con gli «antagonisti» La Croce Rossa: sono come carceri

II primo materasso è andato a fuoco alle sette e mezza di sera. Poi alcuni immigrati hanno iniziato a battere contro le sbarre, mentre altri hanno sradicato due termosifoni e con quelli hanno spaccato due panchine di cemento. Con i pezzi, hanno rotto i vetri: qualcuno li ha lanciati, qualcun altro ha usato i frammenti per tagliarsi le braccia. Partita da un settore, la rivolta si è allargata, mentre il personale della Croce Rossa si allontanava e lasciava spazio ai reparti di polizia e carabinieri. Sono state due ore di rivolta, giovedì sera, nel centro per le espulsioni di via Gorelli, a Milano.

Una nottata finita con 14 arrestati, una donna ferita, undici agenti e militari contusi. Una nottata che non è un episodio isolato: la rivolta dei clandestini nei Cie è partita da Gorizia (sabato scorso) e ieri si è propagata a Torino e Lamezia Terme (con scioperi della fame e disordini). Al1′ origine delle nuove rivolte è la norma inserita nel pacchetto sicurezza che ha allungato il periodo di «detenzione» da 2 a 6 mesi. La legge è entrata in vigore 1’8 agosto. Prima, se non si riusciva a organizzare 1′ espulsione entro 60 giorni, 1′ immigrato veniva rilasciato. Con le nuove regole, invece, molti clandestini vicini alla «scadenza termini» si sono ritrovati da un giorno all’ altro con la prospettiva di una detenzione molto più lunga. Sono stati questi gruppi di immigrati, i più esasperati, a far partire le rivolte appoggiale poi dagli altri «ospiti». All’ esterno dei Cie si stanno radunando alcuni centri sociali e gruppi antagonisti, che ormai da anni hanno individuato quelle strutture come luoghi di battaglia sociale.

«È documenta una rete di contatti con i “detenuti” all’ interno dei centri e uno scambio di informazioni tra le varie città», commenta un investigatore. Un fatto confermato dal Viminale, dove non si nasconde una qualche preoccupazione: «C’è l’impressione di un passaparola che collega i disordini da Gorizia a Lamezia» I 14 arrestati di Milano (5 donne e 9 uomini) verranno processati il 21 agosto. Dopo la rivolta di Gorizia, 34 immigrati erano stati spostati a Milano Ma ieri, a causa dei danni, 48 «detenuti» milanesi sono stati trasferiti a Bari e Brindisi. Duro il commento di Massimo Barra, ex presidente della Croce Rossa italiana e attuale vicepresidente della Standing Commission della Croce Rossa Internazionale: «I Cie sono come carceri. Stiamo gestendo da un punto di vista umanitario dei penitenziari con tutti i problemi connessi».

I danni hanno temporaneamente ridotto la capienza del centro di Milano. E stretto ancor più l’imbuto che già limita 1′ efficacia delle leggi sull’ immigrazione. Perché ogni immigrato, prima di essere espulso, deve comunque passare dai Cie in attesa delle, procedure. E i posti sono pochissimi: a Milano, ad esempio, appena 144. Un numero infinitesimale, considerando che la struttura di via Gorelli è l’unica per la Lombardia e diverse altre province del Nord.

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