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Barra: parlare male della riduzione del danno è pura follia

Da: “Fuoriluogo.it” del 14 dicembre 2009

«In Italia il dibattito sulle droghe è troppo influenzato da motivazioni politiche di basso profilo»: è duro il giudizio di Massimo Barra, presidente della Commissione permanente della Croce Rossa Internazionale e fondatore di Villa Maraini a Roma, su come il nostro Paese affronta il problema delle dipendenze. Un Paese dove «si oppongono sue opposti fronti che non ragionano al di fuori delle ideologie – ha detto Barra a margine di un seminario – e le evidenze scientifiche non hanno alcun peso. Quello che impera è solo la partigianeria politica, è davvero un dibattito di basso livello». «Parlare male della riduzione del danno è pura follia» ha continuato Massimo Barra. «Dire no alla riduzione del danno vuol dire essere ignoranti e non capire cosa vuol dire. Essere favorevoli non significa essere del partito della droga, ma del partito della vita».

Quanto a realtà come la comunità di San Patrignano, dove si pratica l’astinenza come terapia per uscire dalla tossicodipendenza, secondo Barra «questi sistemi vanno bene per alcune tipologie di tossicodipendenti e al momento opportuno. Per esempio, nella fase calante della dipendenza, quando c’è una più forte determinazione a uscire dalla droga. Possono invece rivelarsi inutili in altri momenti». «Anche le Nazioni Unite finalmente si dicono a favore di un approccio umano nei confronti dei tossicodipendenti» ha sottolineato infine Barra. «Il rappresentante dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la lotta alla droga (Unodc) che partecipa al seminario ha per la prima volta oggi convenuto sull’ importanza di un approccio meno repressivo e meno poliziesco nei confronti di chi ha problemi di droga.

Nel mondo ci cono 200 milioni di consumatori di sostanze stupefacenti, di cui almeno il 10% sono consumatori problematici che vengono tuttora discriminati e stigmatizzati, incarcerati, trattati come criminali e non come persona malate. Questo è il grande ‘peccatò che viene commesso nei loro confronti, e che è stato riconosciuto dall’Onu che si è impegnato a una nuova politica». «Oggi, a Villa Maraini – ha continuato Barra – ci sono rappresentanti di tutto il mondo, anche di Paesi come Thailandia e Cambogia dove i diritti umani non sono sempre rispettati e dove, ad esempio, esiste ancora la rieducazione forzosa dei tossicodipendenti, e che sono venuti per vedere com’è questo approccio umanitario che la Croce Rossa ha fatto suo da sempre. Un approccio basato sui principi umanitari, sulla riduzione del danno e la cura della persona».

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