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Aids, ecco il manuale del Comitato internazionale Cri: “Sì alla riduzione del danno”

Da: “Redattore Sociale” Roma 26 febbraio 2009
Dopo l’Oms, l’Unaids e l’Unodc anche la Croce Rossa si unisce alle voci che vedono nelle politiche di riduzione del danno il mezzo più efficace per prevenire la diffusione dell’Hiv/Aids: “No a pregiudizi, ideologie e paternalismo”

Dopo l’Oms, l’Unaids e l’Unodc (Ufficio delle Nazioni unite per crimini e droghe), anche il Comitato internazionale della Croce Rossa si unisce al coro di voci a sostegno delle politiche di riduzione del danno, ormai universalmente riconosciute come il mezzo più efficace per prevenire i danni da abuso di sostanze e contenere la diffusione dell’Hiv/Aids. In un manuale del Cicr (http://www.icrc.org/Web/fre/sitefreO.nsf/html/pO953) sono dettagliatamente descritte strategie e attività. Importanti le raccomandazioni relative alle prigioni, frutto dell’esperienza derivante dall’aver visitato oltre 500 mila detenuti nel 2008 in tutto il mondo: terapie sostitutive (metadone e buprenorfina); distribuzione di aghi e siringhe sterili; fornitura di varechina per sterilizzare aghi e siringhe; disponibilità di profilattici.

Secondo Massimo Barra, vicepresidente della Croce Rossa Internazionale (Commissione Permanente), “il documento ci conferma che solo un atteggiamento basato sulle evidenze scientifiche e scevro di ideologie e preconcetti deve ispirare il mondo nell’intraprendere azioni di lotta all’Hiv/Aids e pianificare programmi di riduzione del danno derivante dall’uso di droghe, e si affianca al manuale ‘Spreading the light of science – guidelines on harm reduction related to injecting drug use’ con cui la Federazione Internazionale già nel 2003 suggeriva alle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa di superare pregiudizi di tipo paternalistico e di intraprendere, tra le iniziative di lotta alla droga quelle di provata efficacia”.
Prevenzione, riduzione del danno e terapia non sono in antinomia tra di loro. Come ha recentemente scritto l’Unodc, “la riduzione del danno è stata fatta divenire senza necessità una questione controversa come se ci fosse una contraddizione tra prevenzione e trattamento da un lato e riduzione delle conseguenze sociali e di salute dall’altro. Questa è una falsa dicotomia. Esse sono complementari”.

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