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2 Giugno: C.R.I. contro C. Strada, squallida su Crocerossina

PRESIDENTE EMERGENCY RIBATTE; ENORME EQUIVOCO, POLEMICA STERILE

Da: “ANSA” – Roma, 5 giugno 2010 – Ripreso da: “La Provincia”; “il Riformista”; “Il Tempo”; “il Giornale” del 6 giugno 2010

Scontro tra la Croce Rossa Italiana e la presidente di Emergency sulla crocerossina che durante la parata del 2 giugno ha guidato la compagnia di volontarie di scorta alla bandiera italiana, strappando tra l’altro l’apprezzamento del premier Silvio Berlusconi. Ad accendere la miccia è il presidente della Cri, Francesco Rocca, che si scaglia contro Cecilia Strada per un post apparso sulla sua pagina personale di Facebook e dedicato proprio all’infermiera la cui foto da tre giorni circola su giornali e siti internet. “L’ironia della signora Strada e’ assolutamente indecorosa – tuona Rocca – Invece di fare della squallida ironia insieme ai suoi fan e consentire insulti volgari, dovrebbe ricordarsi e ricordare il lavoro quotidiano di chi allevia le sofferenze dei più vulnerabili e dovrebbe rispettare chi dona la propria vita al volontariato e al prossimo, in silenzio, fuori dalle polemiche e dal clamore politico, senza distinzioni di colore, razza o bandiera”. Rocca invita la figlia del fondatore di Emergency a “studiare e far studiare le Convenzioni di Ginevra”, parla di uno “stile differente” tra le due realtà umanitarie e attacca: la Croce Rossa “è ovunque nel mondo ci sia un conflitto armato e non ha bisogno di urlarlo per ottenere visibilità e riconoscimento del proprio insostituibile ruolo”. Dunque, conclude, “chiediamo rispetto: tutto il resto sono solo attacchi strumentali e polemiche di piccolo cabotaggio”.

Contro Cecilia Strada anche il presidente della Commissione permamente di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Massimo Barra. “Non capisco l’ironia e le critiche di questi giorni sul Corpo delle infermiere volontarie della Cri – dice – Se l’immaginario collettivo identifica la Croce Rossa con le crocerossine, questo e’ il migliore riconoscimento all’azione svolta in silenzio in più di 100 anni da queste donne di tutte le condizioni sociali, in pace e in guerra, a favore degli ammalati e dei più vulnerabili. Chi le critica dimostra scarso discernimento”. Ad entrambi la presidente di Emergency risponde sostenendo che si tratta di un “enorme equivoco”. E spiega come sono andate le cose. Sulla sua pagina personale di Facebook è stato pubblicato il link all’articolo del Corriere della Sera in cui si parlava della crocerossina che ha colpito il premier e nel quale, tra l’altro, si sostiene che i vertici della Cri l’hanno scelta per il portamento che “esprime dignità, decoro e senso di appartenenza”.

A questo articolo Cecilia ha aggiunto un commento: “ieri ho provato ad immaginare le meravigliose infermiere di Emergency che marciano alla parata militare. Niente da fare, non ho abbastanza fantasia”. E a chi, tra gli utenti di Facebook, ha fatto dei commenti inopportuni, la figlia del fondatore di Emergency ha risposto così: “ragazzi, per favore, niente polemiche inutili. Nessuno attacca il lavoro delle Crocerossine. Il problema secondo me è nell’articolo, che parla delle Infermiere solo per via dell’entusiasmo di Berlusconi”. E poi: Sebbene non abbia ancora missioni al suo attivo, i vertici l’hanno scelta per il portamento”. Ma “il loro valore, e credo siate d’accordo, non è certo nel portamento. E’ l’articolo che è offensivo, non altro”. Dunque, “non ho mai scritto una sola riga ne’ detto una sola parola sarcastica sul lavoro delle Crocerossine, non solo oggi ma in tutta la mia vita – conclude Cecilia Strada – Molti volontari della Cri mi hanno scritto per condividere l’idea che quell’articolo fosse piuttosto imbarazzante e lesivo della dignità del lavoro delle crocerossine. Tutto il resto mi sembra una polemica piuttosto sterile”.

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