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“Un taglio da 25”

Da: “Corriere della Sera” di martedì 11 novembre 2003 – Roma.
Squadra speciale contro la “droga dei filippini”
Shaboo in crescita anche tra i romani
Sono 1.500 i consumatori abituali

Non è più solo la droga dei filippini. Lo shaboo o ice, concentrato di metanfetamina, sostanza chimica proveniente da Manila, sta invadendo il mercato romano. Se fino a un anno fa pusher e consumatori erano della stessa nazionalità, quella filippina, ormai i chicchi trasparenti dilagano tra i tossicodipendenti italiani, spesso già consumatori di cocaina.

“Mi dai un taglio da 25?” è la frase con cui i “tossici” avvicinano i venditori asiatici. Persone che conoscono bene, perché lo shaboo non si vende nelle piazze, ma solo in circuiti ristretti. “I filippini sono diffidenti. Non lavorano in strada e con sconosciuti – racconta Mauro Fabozzi, dirigente della sezione Antidroga della Squadra Mobile romana -. Fino ad un anno fa la droga veniva spacciata esclusivamente all’interno della stessa comunità. Ma ormai il consumo si sta estendendo ai romani. In base ai nostri accertamenti la Capitale è prima in Italia per spaccio e consumo”.

Un team di investigatori specializzato segue a tempo pieno quella che si presenta ormai con le caratteristiche della “Shaboo connection”. I trafficanti filippini, una volta scoperta l’appetibilità del mercato italiano, hanno fiutato l’affare: lo shaboo costa molto, rende, e soprattutto trasforma il consumatore occasionale in “tossico” alla seconda sniffata.

“La diffusione dello shaboo tra i romani – spiega Massimo Barra, fondatore della comunità Villa Maraini – corrisponde a un trend che stiamo seguendo con attenzione. Da qualche anno è nettamente aumentato il consumo delle sostanze eccitanti, a base di anfetamina. Abbiamo un pool che si occupa esclusivamente dell’intossicazione prodotta da queste droghe”.

Un “taglio”, ovvero il pezzo-base in vendita, da 25 euro, corrisponde all’incirca ad un chicco, simile a un cristallo di sale grosso. Una dose – 0,10 grammi – equivale, come effetti, ad un grammo di cocaina. Sì, perché l’ice è eccitante come la coca, ma provoca sensazioni più intense e prolungate. Merito dell’altissima concentrazione di sostanza attiva.

Un perito chimico ha analizzato uno degli ultimi sequestri realizzati dalla polizia: dai risultati viene fuori che da 701.191 grammi si possono ricavare 35.059 dosi singole. “E’ da un anno che stiamo lavorando intensamente su questo fenomeno – continua Fabozzi -. Abbiamo arrestato 35 persone, sequestrato oltre due chili di sostanza. La malavita che gestisce questo traffico è difficile da estirpare, si muove in circuiti molto ristretti, è infiltrata in strati sociali considerati “sani”. Abbiamo fermato colf, giardinieri, autisti che lavorano in case di professionisti noti e affermati.

L’altr’anno abbiamo scoperto che tra i trafficanti c’era un agente antidroga della polizia filippina”.
Gli investigatori ipotizzano che siano almeno 1.500 i romani tossicodipendenti di shaboo e che si vendano almeno 2.500 dosi al giorno. Lo shaboo è facile da trasportare, inodore: i cani antidroga non lo sentono, riesce a superare i controlli all’aeroporto.

Questa droga finora è sempre stata prodotta nelle Filippine, importata attraverso corrieri, ma la polizia sospetta che ci sia un tentativo di realizzare un laboratorio romano: “La zona potrebbe essere quella di Torrevecchia”.

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