Servizi

Migliori condizioni di vita per i tossicodipendenti arrestati a Roma

13 gennaio 2003

Una fondazione italiana di Croce Rossa che lavora in favore di persone arrestate per uso di droghe ha lanciato una campagna che sottolinea le condizioni “medievali” nelle quali i tossicodipendenti sono tenuti nelle stazioni di polizia di Roma.

Il promotore, Presidente della Rete di Croce Rossa europea su Aids, Dr Massimo Barra, dice è cruciale che i tossicodipendenti non siano emarginati ulteriormente. La campagna che ha incluso un numero di articoli di giornale e reportage televisivi, fa parte del tentativo di Barra per difendere un approccio più benigno verso membri vulnerabili della società e ridurre la loro stigmatizzazione.

Barra, uno dei fautori più forti della riduzione del danno nel suo paese creò Villa Maraini nel 1976. Questa Fondazione della Croce Rossa italiana (CRI) – che opera 24 ore su 24 ed ha uno staff di 80 professionisti e 80 volontari – lavora per migliorare le vite di utenti tossicodipendenti, elevando la loro consapevolezza sull’ HIV/AIDS e le altre malattie virali e sostenendoli nella loro dipendenza. Lavorando da vicino con la polizia a Roma, cerca anche di migliorare le condizioni nelle quali è tenuto il tossicodipendenti arrestato.

In ogni stazione di polizia nella capitale italiana, c’è una stanza di sicurezza per tossicodipendenti. La polizia chiama il personale di Villa Maraini che va alla stazione di polizia a prestare attenzione alle necessità del prigioniero. Fino ad ora, Villa Maraini ha offerto assistenza a più di 25,000 utenti tossicodipendenti.

La “nostra strategia è ridurre lo stigma che i tossicodipendenti subiscono, incoraggiando un atteggiamento più umanitario verso il problema della droga. Tutti i tossicodipendenti sono diversi. Noi non possiamo generalizzare”, spiega Barra. “Noi vogliamo mostrare che possiamo cambiare gli atteggiamenti verso questa malattia – perché la dipendenza è una malattia.”

E’ questa posizione, sviluppata e difesa durante quattro decadi di lavoro di Croce Rossa, che ha condotto Massimo Barra ad essere nominato per rappresentare le organizzazioni non-governative del Nord del mondo nel consiglio di Amministrazione del Fondo Globale per la lotta contro HIV/AIDS, Tubercolosi e Malaria.

Barra conduce la risposta della CRI sull’AIDS da 20 anni, è un esperto competente sulle tossicodipendenze in Italia ed è stato anche alla guida dei volontari di CRI. Sul palcoscenico internazionale, lui è stato anche Presidente della Croce Rossa europea Mezzaluna Rossa di AIDS e le altre malattie comunicabili (ERNA) fin dal 1998.

La sua campagna per migliorare le condizioni dei tossicodipendeni detenuti cominciò con un articolo nel giornale “Messaggero.” In cui, Barra esortò il Ministro dell’Interno ad agire per fermare la “degradazione insopportabile” nella quale frequentemente sono tenuti i tossicodipendenti. “Io ho visto personalmente la realtà di questa situazione. Le condizioni in queste stanze sono molto cattive, degne del Medioevo.

In contrasto ai brillanti e moderni edifici di polizia, queste stanze sono umide come cantine, buie, antigieniche” dice Barra. “Questo è un esempio molto brutto per un paese civilizzato.” Non c’è stata ancora risposta ufficiale dalle autorità, ma dice Barra la risposta del pubblico e della polizia è stata molto positiva.

Lui loda l’ “atteggiamento umanitario” di molti agenti di polizia. Effettivamente cinque membri della polizia italiana – tutti Campioni del Mondo o Campioni Olimpionici – hanno unito le forze con Villa Maraini ed è apparso in un annuncio pubblicitario che appoggia la campagna di Barra. L’annuncio pubblicitario è apparso in molti importanti giornali italiani.

Barra indica che lo slogan della Conferenza Mondiale sull’AIDS a Ginevra nel luglio 1998 era “bridging the gap” (colmare il fosso). Questa e la motivazione centrale di Villa Maraini. “Noi abbiamo mostrato che è possibile cooperare – fare un ponte sull’apertura tra gli emarginati e la polizia movendosi dalla repressione alla comprensione e al dialogo”, dice Barra.

,