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Aiuti umanitari nel mirino di Bin Laden

Da: “Il Tempo” di martedì 28 ottobre 2003 – Roma.
Ramadan di kamikaze a Baghdad: 42 morti L’allarme Usa:
“E’ opera di combattenti addestrati all’estero, non dei fedelissimi di Saddam”
LE REAZIONI

Una svolta storica che cambierà il futuro degli interventi umanitari. Massimo Barra, delegato della politica internazionale della Croce Rossa Italiana, decisamente preoccupato per gli attacchi contro la sede dell’organizzazione a Baghdad, è lapidario: “E’ la prima volta, infatti, che la Croce Rossa viene attaccata in quanto organizzazione e c’è uno stretto legame con le minacce di Bin Laden di considerare un obiettivo anche le organizzazioni umanitarie”.

Infatti, la Cri si è sempre difesa con il suo emblema che però ieri da simbolo di protezione è diventato un bersaglio. “Eravamo coscienti del rischio – continua Barra – tanto che il Comitato Internazionale aveva deciso di mantenere un basso profilo dipingendo di bianco gli automezzi, togliendo la dizione “Croce Rossa” e scrivendo Comitato internazionale umanitario, ma non è bastato.

Questo evento avrà un’implicazione enorme per tutte le zone di conflitto nel mondo”. In sostanza quello che oggi appare preoccupante è la tutela e la sicurezza degli interventi umanitari. Certo, la Croce Rossa non intende abbandonare Baghdad e l’Iraq dove i volontari hanno gestito prima l’ospedale da campo e ora quello in muratura, collezionando ben 20 mila interventi sanitari e chirurgici.

“Nei prossimi giorni”, spiega Barra, “il commissario straordinario della Cri, Maurizio Scelli, accompagnerà il gruppo che lavorerà nel prossimo turno a Baghdad per dimostrare solidarietà e vicinanza a chi opera in zone pericolose”. La conferenza internazionale della Croce Rossa, a cui parteciperanno tutti i governi che hanno firmato la convenzione di Ginevra, avrà come primo punto in agenda la sicurezza.

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