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“Quarantenni, quelli più a rischio”

Da: “Il Messaggero” di mercoledì 11 settembre 2002
Massimo, medico di base sconfitto dall’eroina .Quarantott’anni, venti spesi a curare gli altri, stroncato da un’overdose allo scalo San Lorenzo
Massimo Barra (Villa Maraini): “Questa morte non è un caso isolato”

“Purtroppo il fatto che sia accaduto a un medico non mi meraviglia. Checché se ne dica per esorcizzare il problema, la droga continua a colpire tutti i ceti sociali: professionisti, impiegati di banca, architetti, emarginati e, sempre più spesso, quarantenni e ultraquarantenni”. Massimo Barra, 55 anni, anche lui medico, direttore della Fondazione Villa Maraini, specializzata nella cura e il recupero dei tossicodipendenti, sa che esiste un mondo che “tanti non vogliono vedere”.

“Roma – dice – paga all’eroina un pedaggio altissimo: anche cento morti all’anno. E all’interno di questo fenomeno di cui si parla sempre meno, si evidenza con sempre maggiore chiarezza una costante: i decessi riguardano sempre più spesso non i ragazzini, ma le persone adulte, che assumono stupefacenti da tanto tempo.

Una contraddizione, apparentemente, perché si è portati a credere che la persona con maggiore esperienza rischi di meno”. Ma, secondo Barra, “questa costante porta a formulare un’ipotesi ben precisa”. “E’ possibile – afferma lo specialista – che nel corpo, dopo tanto tempo, l’uso di sostanze illegali, quindi tagliate, contaminate o tossiche, provochi una crisi acuta di tipo allergico che può portare alla morte.

Tra l’altro non si può neppure, escludere che in alcuni casi l’overdose nasconda un suicidio. Il fatto che un medico finisca nel vortice, ripeto, non è di per se incredibile. L’atto del drogarsi è indipendente dalla scienza e dalla conoscenza dei suoi effetti. Attiene a quella della irrazionalitˆ, del piacere o, come pare in questo caso, del superamento del dolore”.

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