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I nuovi “sballi”: ketamina, khat, shaboo

Da: “Il Corriere della Sera” di giovedì 14 novembre 2002
Nel 2002 boom di stupefacenti “sintetici”
provenienti da Oriente e Africa. L’ecstasy resta al primo posto
La storia di Giovanni, in cura a Villa Maraini, vittima dello Special K. “Non connette, usa un minestrone di parole”

Ha solo 18 anni, è già tossicodipendente: di ketamina. Giovanni è in cura a villa Maraini da tre settimane, è arrivato in uno stato di confusione mentale. Viene sottoposto a un trattamento intensivo decomprimente. Giovanni è un “tossico” del 2000, assuntore di uno dei nuovi stupefacenti che stanno invadendo Roma.

“Il vero allarme sono gli eccitanti – spiega Massimo Barra, responsabile di Villa Maraini – in particolare la ketamina. Il ragazzo che stiamo trattando è incapace d’intendere e di volere, parla per assonanze e allusioni, attraverso il cosiddetto “minestrone di parole”, tipo “c’è l’intreccio della polizia loro c’erano e io mamma, mamma, papà, papà”.

La comunicazione è come un disco rotto, si blocca su un concetto, lo ripete all’infinito”. Lo Special K (ketamina), che ha distrutto i neuroni di Giovanni, è una sostanza intermedia tra eroina ed ecstasy: una tipica droga sintetica. Prima eccita, poi deprime il sistema nervoso. è una sorta di anestetico della sensibilità e si consuma in vari modi: per via, orale, inalatoria e per endovena. Solo qualche settimana fa la guardia di finanza ne ha sequestrati oltre 44 chili, provenienti da Francoforte per il mercato romano.

Ma l’invasione delle nuove droghe comprende anche lo shaboo, droga filippina ad alto rendimento: un grammo corrisponde a cinquanta dosi di cocaina. La sezione Narcotici della Squadra Mobile ha un gruppo di investigatori specializzati in questa droga asiatica. Lo scorso anno ne sono stati sequestrati 35 grammi, quest’anno, fino a ottobre, 300 grammi: si presenta come chicchi di riso e si può anche fumare.
Invece dalla Somalia e dallo Yemen arriva il khat: foglie che si possono consumare in infusi oppure masticandole lungamente. “Ma è una droga che non prende il mercato romano, non ne siamo molto preoccupati”, sottolinea Massimo Barra. Ketamma, khat, shaboo.

Il primato dell’ecstasy, come conferma il sequestro di 300 grammi in un colpo solo avvenuto qualche settimana fa, resta comunque indiscusso: “A Roma il consumo, delle pasticche in discoteca è sempre molto elevato – dice Mauro Fabozzi, dirigente della sezione Antidroga della Narcotici – la nostra città resta uno dei crocevia di spaccio e consumo.

Nei locali notturni ne fanno uso ragazzi di 12, 13 anni. Per questo i miei agenti fanno servizi di pattugliamento in borghese nel fine settimana”. è un problema delicato: spesso sono gli stessi minorenni i pusher dei loro coetanei.

“Ci sono ragazzini che vanno apposta ad Amsterdam a fare rifornimento di pasticche – continua Fabozzi – da vendere agli amici il venerdì o il sabato sera. Un pezzo in Olanda costa 25 centesimi, a Roma si rivende a 25 euro”. La pericolosità della metamfetamina (sostanza chimica di cui è composta l’ecstasy) non avrebbe nulla da invidiare a quella della cocaina.

“Sono sostanze eccitanti che prima o poi riportano alla vecchia eroina- conclude Fabozzi -. I ragazzi che le consumano spesso sono in uno stato d’alterazione che non riescono a placare. L’unico modo per spegnere l’eccitazione è il consumo del più efficace degli oppiacei: l’eroina. Così il cerchio si chiude”.

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