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Eroina killer, sei morti in sette giorni

Da: “Roma/Vigna Clara” pubblicazione “circoscrizionale” del venerdì 1 / sabato 2 marzo 1991 – Roma.
Le ultime partite dello stupefacente arrivate in città hanno ucciso due donne e quattro uomini Gli esperti: “Sta girando droga nuova, purissima. Oppure avvelenata”. La sequenza è iniziata il 5 settembre Massimo Barra di Villa Maraini “Il buco non è passato di moda”

La sequenza è iniziata il 5 settembre, quando un uomo di 41 anni è stato trovato morto nella sua abitazione al Prenestino. Il cadavere era riverso sul letto, non presentava segni di violenza. Tranne il buco fresco sul braccio. Lo stesso giorno a piazza Vittorio, un altro caso che per qualche ora assumerà i contorni del giallo.

Nel tardo pomeriggio, all’interno dei giardini, viene ritrovato un uomo di 35 anni in fin di vita; dei testimoni riferiscono di aver visto una lite fra la vittima, spirata poco dopo in ospedale, e un’altra persona, lite conclusa, in modo tragico a colpi di spranga. Quei testimoni però sono dei bambini che probabilmente hanno visto male; l’autopsia eseguita conferma che la salma non presenta segni di violenza. Tranne il buco sul braccio. Tre giorni dopo il terzo episodio. Stavolta la vittima è una polacca. Sono gli agenti del Commissariato San Basilio a trovare la donna, R.M., di 33 anni. Vicino a lei c’è una siringa sporca di sangue; ad ucciderla è stata un’overdose.

Non finisce qui. Nei giorni successivi, e fino al 12 settembre, lo stillicidio continuerà. Il giorno 10 un uomo di 48 anni viene trovato morto nella sua auto in via dello Scalo San Lorenzo; non ci sono segni di violenza, e saranno i parenti a confermare che da anni ormai il defunto faceva uso di droga. Così due giorni prima ma la notizia uscirà solo il 13 settembre, sarà una ragazza di 28 anni, madre di tre figli e incinta del quarto a concludere i suoi giorni sotto i colpi della droga; ufficialmente per infarto, una morte a cui è difficile credere, per una ragazzina della sua età. Esattamente come per quel giovane di 25 anni trovato in bagno dalla fidanzata nella sua casa di viale Pinturicchio, al Flaminio.

Una notizia neppure uscita ufficialmente, quest’ultima. Accanto al corpo la siringa, il laccio emostatico, il cucchiaino, il limone. Senza tracce di violenza, tranne quel buco sul braccio. Una strage insomma, sei morti in una settimana che non sono, non possono essere una coincidenza. La lettura della sequenza è semplice, per un esperto come Massimo Barra di Villa Maraini. “E’ vero che le overdose vanno a grappolo, ma il significato è chiaro: è arrivata dell’eroina diversa, in città.

Consideriamo che con un etto ci si fanno mille persone. Basta una piccola partita avvelenata, cioè più pura, o anche tagliata male, e il risultato è questo. Ma certo, sei morti tutti insieme sono comunque tanti, è strano”. Eroina diversa, dunque ma da dove viene, da chi? Il fenomeno sembra in crescita, e chi rifornisce la capitale lo fa scaricando carichi enormi. I tre chili sequestrati dalla Squadra Mobile, un’operazione che ha permesso l’arresto di 4 persone, fra cui due camorristi “pentiti” e due albanesi, sono certo dati positivi.

“Ma chi pensava, leggendo delle nuove droghe, che l’eroina fosse passata di moda conclude Barra deve ricredersi”. Già, l’eroina continua a uccidere, è sempre presente sul mercato. Fonte della microcriminalità spicciola, da “tossico”; e fonte di enormi guadagni per la malavita organizzata.

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