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Certificati falsi per evitare il carcere

Da: “Voci di via – il giornale del quartiere” di sabato 18 maggio 2002
Villa Maraini: scoperta una richiesta di affidamento contraffatta

Un operatore di Villa Maraini ha scoperto che la pratica di affidamento di un recluso era stata istruita sulla base di una lettera di disponibilità della struttura evidentemente contraffatta. In un comunicato stampa, la Fondazione esprime ” il sospetto che persone senza scrupoli, forse anche avvocati, si facciano pagare profumatamente per ottenere, al di fuori delle vie ordinarie, il documento con il quale le strutture antidroga certificano l’idoneità del paziente al proprio programma terapeutico.

” Massimo Barra, presidente di Villa Maraini ha dichiarato che: “Non sappiamo se oltre a quanto abbiamo scoperto ci siano in giro altri falsi. Nel dubbio invitiamo tutti gli interessati a prendere contatto col nostro “Progetto Carcere” (tel. 06.65753058 – 337.733915).

In ogni caso abbiamo denunciato la cosa alla Procura della Repubblica e ci auguriamo che presto questa riesca a scoprire i responsabili.” Il documento contraffatto riveste grande importanza per i detenuti tossicodipendenti: per pene che prevedono sino a 4 anni di carcere, infatti, il giudice può disporre, in luogo del carcere, l’affidamento ad un centro antidroga.

Perché questa eventualità possa essere adottata esiste la necessità, però, che la stessa struttura di recupero dichiari – con una lettera di disponibilità – il tossicodipendente idoneo al trattamento terapeutico previsto. Solo lo scorso anno Villa Maraini ha emesso oltre 100 disponibilità di accoglienza di tossicomani agli arresti domiciliari; settimanalmente 120 reclusi frequentano i gruppi di sostegno della Fondazione in carcere, mentre un centinaio sono ospitati dalla struttura.

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