Servizi

Villa Maraini, ogni notte in prima linea contro l’overdose

Da: “Il Tempo” di venerdì 12 novembre 1999
Medici e volontari ricevono continue chiamate per aiutare giovani colti dalla crisi nelle stazioni dei carabinieri e nei commissariati
Il presidente, Massimo Barra: “Alle forze dell’ordine rendiamo un servizio utilissimo”

Squilla il telefonino: ore 22.40. Unità di emergenza di Villa Maraini. A chiamare sono i carabinieri di Piazza Dante. “Un tossico sta avendo una crisi di astinenza in cella. Intervenite il prima possibile”. Montiamo sulla Jeep della Croce Rossa Italiana in dotazione alla Fondazione Villa Maraini, e ci dirigiamo, nel minor tempo possibile, verso la stazione dei carabinieri che ha richiesto l’intervento.

Dell’unità di emergenza fanno parte, questa sera, Stefano, il medico, e un operatore Enrico. Davanti a loro una notte di interventi per alleviare le sofferenze di quei tossicodipendenti che si trovano reclusi, in attesa di essere trasferiti in un istituto carcerario, nelle compagnie dei carabinieri o presso le stazioni di polizia. Ma anche di quelli che sono finiti in overdose o sono stati colti da malore dopo essersi iniettati l’ennesima dose di veleno.

Mentre il dottore parcheggia la Jeep, squilla nuovamente il telefonino: “Astinenza in Via Aurelia, al commissariato”. Il medico prende nota. “Tutta la notte è così. Veniamo chiamati in continuazione, perché sanno che su di noi possono contare. Quando un tossico è in crisi di astinenza, l’unica cosa che lo può calmare e far stare meglio, è il metadone”, spiega Stefano.

Alla stazione di Piazza Dante, i carabinieri ci aspettano al portone. Appaiono visibilmente sollevati alla vista della luce blu della sirena della CRI. “Venite, venite. Sta male”. Dentro all’ufficio, in un angolo, una piccola cella. Dietro alla porta c’è Riccardo Maria, 44 anni, egiziano. Sente freddo, balbetta, ha difficoltà a tenersi in piedi.

Il medico fa fatica a capirlo, parla sottovoce e in maniera confusa. “Prendi il metadone al Sert?”, gli chiede Stefano. “Si, 40 centilitri”. Il medico apre la valigetta e prende una boccetta di metadone. “Senti, me ne poi dà 60 cc.?”, gli chiede Riccardo. L’operatore gli passa l’agognato flacone di metadone, che Riccardo ingerirà in pochissimi secondi. Piano piano comincia a stare meglio. Chiede una sigaretta. La crisi è passata.

L’effetto del rnetadone durerà circa 24 ore. E dopo? Riccardo è preoccupato, perché a Regina Coeli, dove sta per essere trasportato, non c’è nessun Sert. “E come faccio lì dentro senza roba?”, chiede al medico. “Il più delle volte nell’infermeria del carcere racconta il medico dl Villa Marainii il tossico viene visitato e gli vengono prescritti dei medicinali che lo calmeranno. Il metadone però non lo avrà mai”. “Questo tipo di intervento spiega Massimo Barra, il fondatore di Villa Maraini è iniziato 4 anni fa.

Polizia e carabinieri sanno che noi gli rendiamo un servizio utilissimo. La mattina, poi, veniamo chiamati dai tribunali, per lo stesso motivo. Ma siamo intervenuti anche negli ospedali nel carcere militare di Boccea e Rebibbia”.

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