Servizi

Un unico obiettivo: aiutare

Da: “Solidarietà senza confini”: rivista internazionale della Croce Rossa/CR Italiana – 1999 – Roma.

Come si può venire in aiuto a persone che non sanno più esprimere una domanda o addirittura non sono consapevoli di avere bisogno di aiuto? La Croce Rossa di Roma ha trovato una risposta a questo interrogativo con la sua Unità di Strada, un servizio che ha già strappato tante persone alla morte e alla miseria.

Proteggere dai pericoli più gravi 
L’Unità di Strada, composta da un medico, uno psicologo, quattro operatori sociali e due volontari della Croce Rossa Italiana, svolge la sua attività ogni giorno dalle sei di sera a mezzanotte alla stazione ferroviaria centrale di Roma, a bordo di un camper.

L’obiettivo è quello di avvicinare ed assistere i tossicodipendenti che vivono per strada e che non vogliono cambiare il proprio comportamento. L’Unità di Strada cerca di stimolare il tossicodipendente affinché assuma un comportamento protettivo nei riguardi del proprio corpo, ovvero che non abbia incidenti di overdose, che non contragga infezio-ne da HIV e altre malattie infettive.

A tale scopo distribuisce siringhe sterili e profilattici, cura ferite ed ascessi, fornisce informazioni su come e dove andare a mangiare o a dormire, su come accedere ad un trattamento sostitutivo specifico. Questi interventi vengono definiti “a bassa soglia”, ovvero di facile accesso perché non presuppongono un contratto terapeutico.

Del resto gli operatori sociali che fanno parte dell’Unità di Strada sono ex-tossicodipendenti, e quindi particolarmente sensibili ai problemi di coloro che vogliono aiutare. Il contatto umano e il dialogo sono un aspetto molto importante di questo tipo di assistenza e l’aiuto viene prestato indipendentemente dalla decisione del tossicodipendente di uscire dalla propria condizione di disagio.
La Croce Rossa ispira fiducia 
II servizio dell’Unità di Strada è stato avviato nel 1992 dalla Fondazione della Croce Rossa Italiana “Villa Maraini”. In questi sette anni ha contattato quasi 14000 tossicodipendenti. “Il fascino dell’emblema protettore della Croce Rossa, unica organizzazione accettata per i suoi contenuti non istituzionali e per la sua indipendenza” – ci spiega Massimo Barra, direttore della Fondazione – “ci ha consentito di entrare in questo mondo e di guadagnare la fiducia di gente abituata a nascondersi”.

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