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Lascia carcere, si reinserisce, arrestato per residui pena

Da: “ANSA” – Roma, 30 marzo 2000

Era uscito dal carcere da tre anni e, grazie all’appoggio della comunità terapeutica, era diventato responsabile dell’Unita’ di Strada per la lotta alla droga. In questa veste era stato invitato come relatore al convegno “Sensibilità dentro le carceri” nel carcere dell’Ucciardone, dove però è entrato come detenuto per scontare un residuo di pena. E’ la vicenda kafkiana vissuta due anni fa da Roberto Chiarelli, un passato nella droga che ora ha reinvestito soccorrendo decine e decine di tossicodipendenti che ogni notte si rivolgono all’unità mobile di Villa Maraini, parcheggiato alla stazione Termini.

“Sono una persona perfettamente integrata – ha raccontato stamane in occasione dell’incontro tra il sottosegretario alla Giustizia Franco Corleone e gli ospiti della comunità terapeutica romana – lavoro, pago l’Iva, ma sulla mia testa pende la spada di Damocle delle pene residue e di quelle pecuniarie. Non volendo devo fare i conti con il passato e non so come affrontarlo: l’art. 90 (congelamento pena per 5 anni) l’ho già chiesto una volta, l’art. 47 non posso chiederlo perché non seguo più programmi terapeutici e così mi hanno già arrestato tre volte e ora aspetto da due anni che si pronunci la camera di consiglio”.

Il caso di Chiarelli non era isolato stamane tra gli ospiti della comunità, che con una battuta hanno detto a Corleone: “Come vede abbiamo un po’ tutti problemi con la giustizia”. Il responsabile dell’Unità Hiv di Villa Maraini Roberto Presciutti, che deve pagare una pena pecuniaria di 40 milioni, ha sottolineato come spesso l’impossibilità per gli ex tossicodipendenti di pagare le pene pecuniarie “si trasformi nel sequestro dei beni della famiglia, che si trova ancora a sacrificarsi, e nel ritiro della patente, che impedisce di lavorare a chi ha avuto la fortuna di essere riaccolto dalla società”.

Corleone ha ammesso che “il residuo di pena è in alcuni casi una tragedia vera e propria perché, quando si rientra in carcere, la situazione, se non precipita, certo non migliora” ed ha annunciato che 70-80 magistrati dei circa mille, che saranno nominati, saranno assegnati ai tribunali di sorveglianza per smaltire gli arretrati e snellire la mole di cause “aumentate in seguito all’avvio della politica sulla sicurezza”.

Il direttore di Villa Maraini Massimo Barra ha chiesto “par condicio per garantire fuori dal carcere quelle condizioni – reinserimento lavorativo, assistenza medica – che sono assicurate dentro il carcere”.

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